Esiste un luogo magico, un borgo di case abbarbicate che sembra uscito da un libro delle favole. Chi cerca la magia del Natale la può facilmente trovare a Mura, un paese che da solo è già un presepe, ma che di presepi in questi giorni ne ospita ben un centinaio.


Siamo nella Vallata del Soligo, in una piana meravigliosa incastonata tra le Prealpi a Nord, la collina morenica di Gai ad est e le Fratte a sud. Da 14 ormai anni, in questo borgo dove le persone vivono in armonia e pace, aiutandosi e condividendo le gioie e i dolori della vita, nel periodo che va del 10 dicembre al 7 di gennaio si svolge una manifestazione unica nel suo genere battezzata "Mura a Natale".

Duecento anime e un centinaio di presepi, posti in ogni dove e realizzati con qualsiasi materiale, perché la fantasia dei muresi non ha limiti. Nelle parole di Eugenia Lucchetta, volontaria della comunità di Mura, emerge un borgo da scoprire, pieno di unicità. Dalla chiesa di San Gottardo, ai capitelli dedicati a San Liberale e San Giuseppe, per finire al soprannome degli abitanti di Mura, conosciuti come i gardus,  nome dialettale di quei particolari insetti primaverili che tutti chiamano maggiolini.

Il giro dell’anello di Mura riserva continue sorprese. Così, tra una coreografia ed un presepe, può succedere di imbattersi in un gregge di pecore o in un gruppo di simpatici asinelli che pascolano tra le sagome di un pastore o di un angelo. Scegliere il presepe più bello è un’impresa. Si va dai più artistici ai più popolari, perché se si ha fantasia, un cucchiaio, una zappa, un lenzuolo o una corda possono trasformarsi in statue di un presepe unico.

I commenti di turisti provenienti da tutta Italia confermano il successo di una formula ormai collaudata. Se poi ci si aggiunge vin brûlé, cioccolata calda e caldarroste, allora la festa è proprio completa.


(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto: Nicola Casagrande © Qdpnews.it).
(Intervista video a cura di Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
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