Si è svolta oggi pomeriggio la commemorazione laica di Loris Nicolasi e Annamaria Niola, i coniugi cisonesi assassinati nella loro villetta di Rolle.

La verde distesa del parco ex villa Bidasio a Nervesa della Battaglia ha accolto le due bare di legno chiaro, ricoperte da una distesa di fiori, quasi il simbolo di quella passione per la natura che amici e conoscenti hanno ricordato come loro caratteristica. L'ingresso dei feretri nel parco è stato accolto dalle note festose di una fisarmonica, una delle tante passioni di Loris Nicolasi.

Il parroco di Rolle, Gianpietro Zago, li ha salutati così: "Sono un amico che piange la vostra partenza. Nessuno pensava di trovarsi coinvolto in una situazione di questo tipo".

Un dolore palese anche nelle parole della sorella di Annamaria, Floriana Niola: "Voglio ricordarti nelle tue valli di Rolle cara sorella. Mi mancheranno le tue telefonate e saluto anche te Loris".

Ma il momento di maggior commozione è giunto quando hanno parlato i figli della coppia, Eddi e Katiuscia Nicolasi. "Questo tipo di morte - ha spiegato il figlio Eddi - provoca un dolore indescrivibile. I miei genitori erano insieme da più di 55 anni e amavano la semplicità della vita. Il giorno in cui sono stati uccisi, mia mamma si era alzata presto per andare a vedere con la neve i pulcini appena nati. Papà sosteneva i principi di fratellanza e unione tra di noi. Grazie mamma e papà per avermi trasmesso a me e ai miei figli questi valori".

La figlia Katiuscia, dopo aver letto le lettere di vicinanza ricevute, ha proseguito: "Mamma e papà ogni giorno mi insegnavano a vivere e mi sono sentita una privilegiata a crescere con loro. Di papà ho apprezzato il gusto per l'arte e la musica e ricordo il suo senso elevato per la libertà. Da mamma ho ereditato il gusto per le cose semplici. Cara mamma e papà, vi amo".

Il sindaco di Nervesa, Fabio Vettori, ha sottolineato come nella cittadina Loris Nicolasi avesse lasciato molti ricordi e amici, e per questo ha augurato da parte di tutta la comunità alla famiglia di ritrovare coraggio e serenità.

Dal canto suo Cristina Pin, primo cittadino di Cison di Valmarino, ha spiegato: "Da noi è ancora forte il dolore. Rimarrà indelebile il ricordo di quel giorno in cui mi hanno chiamato i carabinieri. Più avanti vorrei ricordarli in altra maniera".

Le note malinconiche di un violino hanno segnato la fine della commemorazione, seguita da un momento di silenzio, un silenzio così assordante da dover esser straziato dalla musica di tre fisarmoniche per salutare i coniugi Nicolasi. Se inizialmente l'arrivo dei feretri è stato accolto dai deboli raggi di sole, la fine della cerimonia è stata seguita da alcune gocce di pioggia, quasi lacrime per queste morti improvvise.





(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
#Qdpnews.it