E’ una specie protetta e tutelata che vive nei torrenti e nei ruscelli particolarmente ossigenati. Stiamo parlando dell’Austropotamobius pallipes, il gambero da fiume dei cisonesi, che ormai da qualche tempo è tornato a popolare le fredde acque del torrente Rujo, il corso d’acqua che nasce dalla sorgente del Pissol sulle Prealpi cisonesi per immettersi nel fiume Soligo.

La notizia è positiva da tutti i punti di vista, anche perché è indice di un buon stato di salute delle acque del torrente. A questa rara specie di gambero da fiume, occorrono acque estremamente pulite dove poter vivere e riprodursi. L’Austropotamobius pallipes, infatti, ha nell’inquinamento organico che diminuisce il tenore di ossigeno nelle acque, un fattore che lo mette a rischio estinzione.

Per molti anni se ne erano praticamente perse le tracce, nonostante i letti ghiaiosi e sabbiosi del Rujo, con le sue rive dotate di anfratti e luoghi sicuri che permettono all’animale di potersi nascondere e riposare. Un luogo ideale per la sua sopravvivenza.

Grossa la soddisfazione in paese per la ricomparsa di questo piccolo animale ché riporta un po’ indietro le lancette del tempo agli anni in cui la natura veniva rispettata e tutelata. Vietato comunque abbassare la guardia, visto che l’uomo purtroppo rimane il nemico numero uno di questa specie animale. Anche il semplice lavaggio di una botte nelle acque del Rujo può essere letale, visto che l’immissione di qualsiasi sostanza inquinante nel torrente mette a rischio la specie.

Altro fattore di pericolo è legato alla pesca, una pratica che, oltre ad essere severamente vietata, prevede multe salatissime per i trasgressori. Per fortuna i gamberi hanno i loro "angeli custodi", i volontari della Via dei Mulini, che presidiano il Rujo e cercano di proteggere questo delicato habitat.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
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