Se pensiamo alle vette Dolomitiche, ci vengono in mente nomi di famosi alpinisti come Bonatti, Gervasutti, Comici, più tardi Messner. La lista di questi grandi uomini però dovrebbe comprendere anche un altro personaggio che visse la prima parte del Novecento e che rappresentò per la montagna un esempio di coraggio e di cultura.


È Vittorio Cesa De Marchi (nella foto), uomo tutto d’un pezzo originario di Caneva che seppe manifestare la sua passione per la roccia in oltre mille scalate tutte documentate in diari manoscritti caratterizzati da quella grafia minuziosa ed elegante che oggi resta solo un ricordo da scaffale impolverato.

Ma come mai pochi lo conoscono? Semplice: Vittorio Cesa De Marchi non amava frequentare i salotti dell’epoca e pertanto rimase relegato alla stretta cerchia di quei veri alpinisti che forse si sarebbero meritati ben più notorietà. La sua storia in un libro fortemente voluto dal CAI di Sacile, “Vittorio Cesa De Marchi – Una vita tra mito e storia”, presentato sabato 11 novembre a Sacile nella sala del palazzo Biglia (nella foto sotto) gremita di appassionati di montagna.

Dopo il saluto del presidente della sezione del CAI di Sacile Luigino Burigana, e del sindaco di Sacile Roberto Ceraolo, l’autore Luciano Borin, giornalista ed esperto di storia del territorio di Caneva, si è soffermato a raccontare alcuni passaggi della intensa vita di De Marchi attraverso le esperienze nelle due guerre, le imprese alpinistiche, le poesie, le curiosità, ma anche la carriera di insegnante e preside negli istituti piemontesi.

Caneva Vittorio Cesa De Marchi serata


Toccante la testimonianza dei due figli, giunti per l’occasione all’evento. Renato Cesa De Marchi ricorda il padre come "severo ed autoritario, ma al tempo stesso attento ai bisogni della famiglia e sensibile osservatore della natura".

La serata è stata anche un momento di riflessione a proposito dell’evoluzione dell’alpinismo e dell’escursionismo in montagna nell’ultimo secolo, argomenti toccati da Alleris Pizzut, Silverio Giurgevich e Giancarlo Del Zotto rispettivamente consigliere nazionale, presidente del comitato regionale Friuli Venezia Giulia Giancarlo e past president della commissione nazionale scuole di alpinismo e sci alpinismo del CAI.

Caneva Vittorio Cesa De MArchi diario
Le pareti un tempo venivano affrontate unendo coraggio e romanticismo da parte dei primi scalatori come lo stesso Cesa De Marchi, mentre oggi spesso vengono interpretate come puro gesto atletico per raggiungere la cima.

"La montagna dovrebbe essere vissuta dimenticando la frenesia e dedicando maggior tempo al dialogo – spiega il sindaco di Caneva Andrea Attilio Gava - oggi le tecnologie e i social media hanno letteralmente stravolto ogni aspetto della nostra vita e paradossalmente ci hanno precluso da possibilità di ascoltare e essere ascoltati". Una serata tutta dedicata a quel vero alpinismo che forse oggi andrebbe riscoperto.

(Fonte, foto e video: Giovanni Carraro © Qdpnews.it).
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