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martedì 21 febbraio 2017 - ORE 20:53
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Possiamo parlare di alimentazione certificata “made in Veneto”? Questa domanda nasconde già un aspetto importante che influisce sulla nostra spesa. Quando andiamo al supermercato cerchiamo sempre più spesso prodotti di qualità, stando ben attenti all’etichetta, non soltanto a quella del prezzo, ma a quella della provenienza. Dare un nome a quello che mangiamo attraverso una sinergia che porta al controllo delle nostre tavole. E’ questo il caso di Unicarve, associazione dei produttori di carni bovine, che conta quasi un migliaio di aziende associate.

Ne parliamo oggi, per la rubrica “Alimentazione e Informazione”, curata dalla redazione di Qdpnews.it, con Giuliano Marchesin (nella foto), direttore di Unicarve.

unicarve02Cosa vuol dire Qualità Verificata? Cosa significa per i consumatori poter trovare un marchio di qualità sulla carne che compriamo?

Qualità Verificata è il marchio di proprietà della Regione Veneto che può essere apposto sui prodotti agroalimentari della carne, dell’ortofrutta del lattiero-caseario, ottenuti con il rispetto di un disciplinare di produzione approvato dalla Regione e dalla Commissione Europea. Nel caso della carne bovina sono operativi due disciplinari: il “Vitellone e/o Scottona ai cereali” ed il “Vitello al latte e cereali”.

Per i consumatori, il marchio Qualità Verificata significa poter riconoscere facilmente la carne dei nostri allevatori, commercializzata in molti punti vendita, distinguerla immediatamente da quel 50% di carne che proviene dall’estero e sapere che a fronte del marchio QV ci sono vari livelli di controllo della produzione: l’autocontrollo di Unicarve, il controllo dell’Organismo Terzo di Certificazione e le ispezioni che possono essere disposte dalla Regione Veneto per controllare l’uso corretto del marchio.

Qual è l’importante compito di Unicarve, nella filiera del controllo di qualità?

Unicarve è riuscita a costruire ed organizzare una filiera molto importante, sia per il controllo della tracciabilità delle carni bovine, sia della qualità delle produzioni a marchio Qualità Verificata. Sono numerose le aziende che hanno aderito.

Parliamo di certificazioni di etichettatura in 27 mangimifici, 763 allevamenti di bovini da carne, di cui 458 aziende aderenti al Disciplinare del “Vitellone e/o Scottona ai cereali” e 26 aziende aderenti al Disciplinare del “Vitello al latte e cereali Qualità Verificata”, 19 aziende di sezionamento e macellazione dei bovini, che terminano infine in 88 punti vendita.

unicarve03Unicarve, oltre a svolgere il servizio di assistenza alle aziende di allevamento e di controllo dei Disciplinari, sta operando per diventare sempre più un punto di riferimento della Politica Agricola Zootecnica Nazionale perché ha elaborato un Piano Carni Bovine Nazionale, partendo dall’esperienza del territorio.

Il Veneto è regione leader in Italia, sia per produzione di bovini, sia di macellazione. Purtroppo, la burocrazia da una parte e la difficoltà a dialogare anche con soggetti del settore, che faticano per loro principio a riconoscere la bontà del progetto Unicarve, sono elementi che l’hanno fatto rallentare e ancora oggi sono di ostacolo alla sua realizzazione. Ed è veramente un peccato, oltreché un danno, ritardare il Piano Carni perché, fino a prova contraria, non essendoci altri progetti concreti e realizzabili sui tavoli di Regione e Ministero è deleterio “mettersi di traverso” per impedire di scrivere una nuova pagina di storia per la zootecnia bovina da carne. Per riassumere in due parole il perché, basta fare mente locale se sui media (Tv, radio, giornali, ecc..) la carne bovina (vitellone e vitello) è mai stata pubblicizzata con marchi pubblici o privati. Al contrario, lo spazio lasciato libero dai produttori è oggi interamente occupato da vegani, vegetariani, animalisti ed ambientalisti che ne approfittano per individuare un nemico da combattere: l’allevamento.

La Regione del Veneto, da tempo è sensibile al tema delle certificazioni in materia alimentare. Come nasce il legame tra Regione e Unicarve? Possiamo dire che trovare sulla carne che compriamo la “firma” anche delle Regione del Veneto è un’ulteriore sicurezza per i consumatori?

Unicarve è attenta alla programmazione e, partendo dai contenuti del Piano Carni Bovine, Nazionale, ha “riesumato” una vecchia legge della Regione Veneto, la n. 12 del 2001 e, tra mille difficoltà, è riuscita a renderla operativa nel 2014, contribuendo a far “nascere” il marchio Qualità Verificata, marchio di proprietà della Regione, inserito anche nelle Misure finanziate dal PSR (Piano di Sviluppo Rurale), sia per la promozione, sia per la certificazione delle aziende. Comprando la carne a marchio Qualità Verificata, il consumatore ha tre certezze:

1. La carne è ottenuta con il rispetto rigoroso di un Disciplinare di produzione, approvato anche dalla Commissione europea.
2. Le aziende di allevamento sono state controllate dal Concessionario del marchio Qualità Verificata (Unicarve) e dall’Organismo di Controllo Terzo.
3. La carne che riporta il marchio è sicuramente degli allevatori veneti in quanto l tracciabilità è garantita.

unicarve04Quasi un migliaio di aziende associate. Quali sono, secondo Unicarve, alcuni dati rilevanti su un campione vasto come questo? Come stanno le aziende venete?

C’è una considerazione di base da fare: l’agricoltura è uno dei pochi settori che vende i propri prodotti, senza calcolare in modo “scientifico” i costi di produzione. Sono poche le aziende di allevamento che hanno dei programmi specifici, per calcolare i costi di allevamento, ottenendo dati oggettivi da utilizzare nelle trattative commerciali quando è ora di vendere i bovini.

Premesso questo, molta differenza è fatta dalla managerialità dell’allevatore e dalla disponibilità aziendale di materie prime per l’alimentazione dei bovini. Da questo dipende molto lo stato di salute delle aziende. Unicarve ha già elaborato dei progetti per accompagnare nel mercato le aziende di allevamento che trovano difficoltà di applicazione per la “tradizione commerciale” degli allevatori, abituati a commercializzare i bovini, secondo un sistema che lascia poco spazio all’organizzazione di mercato.

Secondo Lei, i produttori e gli allevatori oggi sanno fare squadra in un momento economico difficile come questo?

Pochi, sono molto pochi quelli disponibili a mettersi in gioco per fare squadra. Come detto, la dimostrazione è data dallo scarso interesse alle aggregazioni e l’andare “ognuno per se” nel mercato, non aiuta a remunerare il prodotto secondo logica, ovvero, a coprire i costi di produzione. La tanto vituperata PAC (Politica Agricola Comunitaria) se non ci fosse, potrebbe sortire due scenari diversi. Uno scenario possibile è l’abbandono in Italia dell’allevamento dei bovini da carne, con conseguente chiusura dei primi due anelli della filiera, la produzione e la macellazione.

La seconda possibilità è che, con un “colpo di reni” gli allevatori facciano i conti e portino nel mercato la buona carne, al giusto prezzo, facendo squadra tra di loro e con i macellatori, per operare a pari livello con la GDO che, da sempre, ha il “coltello dalla parte del manico” condizionando con prezzi al ribasso la filiera, forte della possibilità di commercializzare carne “anonima” (fintantoché non si riuscirà a far decollare il marchio) e sostituire quella dei nostri allevatori con quel 50% di carne estera.

Torniamo al marchio “Qualità Verificata”. Cosa trovano i consumatori tra gli scafali dei supermercati? cosa devono cercare? Cosa devono chiedere al proprio macellaio di fiducia?

I consumatori possono essere i nostri migliori alleati e giocare un ruolo decisivo per accelerare l’utilizzo del marchio Qualità Verificata nei Punti Vendita: basta solo che inizino a chiedere agli addetti del Punto Vendita i prodotti Qualità Verificata e, con questa semplice azione, danno un forte aiuto ai produttori veneti ed a se stessi, perché basterà riconoscere il marchio per acquistare in piena sicurezza il prodotto.

unicarve05Oggi, purtroppo, i Punti Vendita che utilizzano il marchio Qualità Verificata sono pochi, come scarsi sono i finanziamenti per divulgarlo al grande pubblico. I consumatori non devono avere remore nel chiedere al proprio macellaio o agli addetti dei supermercati di conoscere da dove arriva la carne perché, almeno le informazioni obbligatorie (Paese di nascita, di allevamento, di macellazione e di sezionamento), devono essere esposte al pubblico. Ricordiamoci, ancora una volta, che in Veneto, una bistecca su due arriva dall’estero e, tanto per fare un esempio, ricordiamoci che negli USA è possibile utilizzare estrogeni per allevare bovini ed ottenere carne come la nostra, tenera, con poco grasso e succosa.

Ricordiamoci che in Italia è vietato l’uso degli estrogeni e, se qualcuno fa il “furbo”, viene denunciato penalmente e soggetto a multe pesantissime.

C’è da tirare un sospiro di sollievo, per la nostra salute e per la nostra economia zootecnica, apprendere che il presidente Donald Trump ha cancellato gli accordi commerciali in corso con il TTIP, accordo commerciale trans-pacifico.

Controllo, prevenzione ma anche informazione. Cosa si può fare per “istruire” produttori e consumatori in delle scelte consapevoli per una carne di qualità e “made in Veneto”?

Per primi vanno istruiti I consumatori affinché esercitino in modo forte e convinto il loro diritto all’informazione su ciò che acquistano. Non è possibile che cerchino la marca delle scarpe o della maglietta da acquistare e si disinteressino del cibo che quotidianamente acquistano. Ricordiamoci che siamo ciò che mangiamo! Poi è necessario (indispensabile) entrare nelle scuole, per parlare di corretta alimentazione legata alla dieta mediterranea, per evitare le derive e gli estremismi a cui stiamo assistendo, con una vera e propria aggressione da parte di quella che sta diventando una religione, ovvero, il veganesimo.

Stessa cosa vale per i medici di famiglia, spesso, alcuni, s’improvvisano dietisti e, peggio ancora, seguono mode che grazie ai social media dilagano, senza nessuna base medico-scientifica. Infine, i produttori, dobbiamo “istruirli” per fare squadra, perché il prodotto genuino e sicuro lo stanno già facendo!

(Servizio a cura di Alberto Pezzella © Qdpnews.it).

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