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Comune di Farra di Soligo -


Nelle intenzioni dell'amministrazione comunale di Farra di Soligo doveva essere uno sforzo per riportare, come dicono i francesi, la chiesa (o, meglio, la scuola) al centro del villaggio. La scelta della giunta Nardi di abbandonare con il prossimo anno scolastico l'attuale plesso "Gianni Rodari" di via Treviset (agibile, ma non anti-sismico), trasferendo gli alunni della primaria di Col San Martino in una serie di container nell'area esterna della scuola media "Giacomo Zanella" di via Brigata Mazzini, non è stata invece colta dalle minoranze consiliari come uno "sforzo" per accelerare i tempi verso una nuova struttura didattica nella frazione.

Anzi, dopo il "blocco" delle attività amministrative conseguenti alle sentenze sulle vertenze-Pip, con tanto di pignoramento delle casse municipali (poi annullato) del giugno 2016, le opposizioni non si capacitano dell'attuale attivismo in materia di opere pubbliche, scolastiche in particolare, sulle quali grava comunque l'ombra dei risarcimenti milionari agli espropriati di via Verdi e viale Europa. Le divergenze "tecniche", ma soprattutto "politiche", sono ripetutamente rimbalzate sul tavolo del consiglio comunale di ieri, giovedì 10 agosto (nella foto sopra),  consumatosi tra i consueti attriti tra il gruppo di maggioranza e le liste civiche di minoranza.

Casus belli due recenti interrogazioni consiliari. La prima è stata proposta da Paolo Casagrande (Rinnovamento) per capire le prospettive dell'intervento di efficientemento energetico sulla scuola media "Zanella" di Col San Martino (nella foto sotto),  che è anche sede dell'istituto comprensivo di Farra di Soligo, prospettato per 580 mila euro nel 2015 e poi bloccato nel 2016, proprio alla luce della questione-Pip. Casagrande, in particolare, ha chiesto lumi sul contributo regionale di circa 464 mila euro, assegnato nel 2015, ma in scadenza il 31 agosto 2017. "Come vi state muovendo? Che tempistiche ci sono adesso? Se la prospettiva è quella di fare i lavori durante l'anno scolastico, considerando anche l'oramai prossimo accorpamento della scuola primaria con la scuola media di via Brigata Mazzini, francamente credo che la situazione dovesse essere governata diversamente".

L'assessore ai lavori pubblici, Mattia Perencin, non ha esitato a ricordare i "drammatici" giorni dello scorso anno, quando l'intera attività amministrativa è stata congelata dagli atti di pignoramento piombati in municipio, mandando letteralmente in tilt un'intera comunità. "Il pignoramento ci ha messo in grosse difficoltà e, vista la situazione, in accordo con l'aggiudicatario, abbiamo sciolto il contratto dei lavori che avrebbero dovuto essere realizzati nell'estate 2016. Adesso, come ho già detto, vogliamo ripartire, con carattere d'urgenza. La Regione Veneto ci ha garantito la proroga del contributo di un anno, mentre durante questi mesi abbiamo avuto modo di rivedere il progetto. Contiamo di licenziare il nuovo bando, attraverso la stazione appaltante della Provincia di Treviso, entro il 2017 e di concludere i lavori entro il 2018, lavorando anche durante l'anno scolastico. La cosa è stata affrontata con la dirigente scolastica e ci sono i margini per lavorare, spostando ovviamente gli studenti nei locali che non saranno interessati dai lavori".

Farra Scuola media Zanella
Ma è con la seconda interrogazione, quella presentata da Francesca Zabotti e Stefano Sartori (Farra Bene Comune) proprio sul trasferimento della scuola primaria dal plesso di via Treviset ai container nell'area esterna della scuola media di via Brigata Mazzini, che le schermaglie si sono fatte più dure. Zabotti, nel dettaglio, lamenta non solo lo scarso coinvolgimento dei consiglieri di minoranza sul dialogo in corso da almeno un paio di mesi tra il Comune e l'istituto comprensivo, quanto il carattere "d'urgenza" dato ad una questione che, comunque, si trascina da anni, tanto da comparire puntualmente sui programmi elettorali di tutte le liste. E che, comunque, impegnerà il Comune con un canone di noleggio dei prefabbricati di 120 mila euro l'anno. "L'avete detto voi stessi: la vecchia scuola primaria di via Treviset è agibile. Non sarà anti-sismica, ma non lo sono tante altre scuole e municipi della zona. Non capiamo, dunque, tutta questa fretta. La nostra impressione è che, sulla pelle degli alunni, costretti ad andare a scuola in quella che il sindaco stesso ha definito una 'baraccopoli', ancora una volta si voglia mettere sotto i riflettori la situazione del Comune di Farra di Soligo, condizionata dalle vertenze-Pip. Per questo la vostra resta prettamente una scelta 'politica', considerando che non è stato ancora acquisito il terreno sul quale realizzare la nuova scuola primaria".

La replica del sindaco Giuseppe Nardi non è stata meno tenue: "Sì, avete ragione. La nuova scuola primaria di Col San Martino da tanti anni è sui programmi elettorali. Ma è sempre rimasta sulla carta di tutti. Noi adesso vogliamo trasportarla dalla carta alla realtà, garantendo totale sicurezza ad insegnanti e alunni. Mi scuso se, a volte, uso delle espressioni provocatorie, dettate dalla rabbia. Evidentemente sono stato malinteso sull'uso del termine 'baraccopoli'. E, comunque, sì, la nostra è una scelta 'politica'. Ma, se proprio volevate darci una mano, dovevate attivarvi con i vostri riferimenti politici che stanno governando a Roma".

Più tecnica, invece, la replica dell'assessore ai lavori pubblici, Mattia Perencin, che ha comunque ribadito quanto riportato da Qdpnews.it all'indomani del consiglio comunale dello scorso 31 luglio. "A farci partire in maniera forte e decisa è stata la recente perizia dell'ingegner Vittorino Dal Cin che, pur ribadendo l'agibilità dell'ala-est utilizzata attualmente, ha confermato le criticità della struttura di via Treviset, edificata su due piani in epoche diverse. Il trasferimento avverrà entro la fine del prossimo mese di ottobre, in container di ultima generazione. Certo, ci saranno dei disagi, ma è normale quando si cerca di dare delle risposte alla comunità, come quando si riasfalta una strada, si cambia un tubo dell'acquedotto o si realizza un marciapiede. Il terreno della nuova scuola primaria? Sappiamo tutti che l'area individuata è quella adiacente la scuola media, non di proprietà comunale, così come sappiamo tutti qual è lo strumento per entrarne in possesso (l'esproprio, ndr), vista l'utilità pubblica. Per il momento sono stati fatti tanti incontri e proposte con la controparte privata. Vedremo. É certo, comunque, che il trasferimento nei container è un progetto 'momentaneo', dettato dal carattere d'urgenza della situazione. Noi vogliamo consegnare quanto prima una nuova scuola ad insegnanti ed alunni di Col San Martino".

(Fonte: Glauco Zuan © Qdpnews.it).
(Foto Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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