Con il decreto di legge 50/2017, giovedì scorso l'imposta di soggiorno è tornata sui banchi del consiglio comunale di Farra di Soligo. Una tassa, di comune accordo con le realtà limitrofe, che l'assemblea cittadina aveva già approvato nel 2015, ma che era rimasta al palo a causa delle legge finanziaria.

Le presenze in paese sono in aumento come raccontano i numeri: nel 2014, infatti, gli arrivi ammontavano a 10 mila, lo scorso anno a 12 mila. "La vocazione turistica del nostro paese è cosa ormai riconosciuta e la recente candidatura del territorio a patrimonio Unesco non farà che rafforzarla ulteriormente - ha premesso il vice sindaco, nonché assessore al turismo, Silvia Spadetto (nella foto).

Il 25 per cento del gettito della tassa, come da regolamento, servirà a coprire le spese d'iscrizione del Comune all'Ogd (Organizzazioni di Gestione della Destinazione) - organismi costituiti per la gestione integrata delle destinazioni turistiche del Veneto e la realizzazione unitaria delle funzioni di informazione, accoglienza e promozione turistica - finanziando in parte anche lo Iat (Informazione Accoglienza Turistica) di riferimento, ovvero l'ufficio di Valdobbiadene.

Il restante 75 per cento dell'introito, invece, andrà a rimpinguare le casse del municipio di via Patrioti. "Ora valuteremo se condividere le opportunità su cui investire questa somma con la commissione al turismo, compatibilmente con la giunta, o se dare la parola alle strutture ricettive", spiega Spadetto. Quanto alle tariffe, queste verranno decise assieme ai Comuni limitrofi che aderiranno al progetto. "Si può supporre che l'imposta sarà di circa un euro al giorno, per un massimo di cinque notti", ha anticipato in chiusura il vice sindaco.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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