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martedì 21 febbraio 2017 - ORE 20:57

Qdpnews.it

Pieve Silvana CasagrandeRiceviamo e pubblichiamo.

Nel vivere il dramma della malattia di mia mamma, Silvana Casagrande (nella foto),  scomparsa lo scorso 27 settembre, desidero esprimere un ringraziamento per tutti i professionisti, medici, personale infermieristico e di assistenza del reparto di Geriatria di Conegliano.

Accanto alla rabbia e al dolore che assalgono per l’incapacità dell’uomo di curare alcune malattie (mentre già si programma di sbarcare su Marte ...), nel decorso di questi tristi eventi, sia all’ospedale di Padova, che all’ospedale di Conegliano, sia presso i servizi ed i professionisti del territorio dell’Ulss 7, la mia famiglia ha trovato umanità, cordialità, gentilezza, pulizia e tanta professionalità nel curare colei che ci stava e ci sta ancora nel cuore.

A fronte di quei casi sfortunati di mala-sanità, spesso luoghi comuni nella critica alla Sanità veneta, ci siamo sentiti di spendere questa piccola parola di ringraziamento e di sostegno, affinché a coloro che vivono la loro missione di cura non manchi mai la forza e la voglia di dare il massimo, sempre.

Walter Zambon
Pieve di Soligo

Prosecco La vigna di DomenicoRiceviamo e pubblichiamo:

Ci risiamo, ad ogni primavera rifiorisce tumultuoso e sterile il dibattito sull’uso dei disseccanti nei vigneti. Lo spettacolo che si presenta in queste settimane di gran fervore enoturistico è, ammettiamolo, mortificante. Si può lavorare senza l’apporto di questa chimica esteticamente (solo esteticamente ?) turbante ? Non è dato a sapersi. Facciamo un  passo indietro; la storia ci può venire in aiuto.

Agli albori della moderna agricoltura (‘600-'700) nel territorio triveneto ci fu un gran concorso, ancorché caotico e spontaneo, di intelligenze che si confrontarono in seno alle molte accademie agricole e filosofiche sorte in ogni città e cittadina con lo scopo di migliorare le condizioni economiche e sociali delle masse contadine, neglette e miserabili, dedite ad un’agricoltura di mera sussistenza.

Insomma, le elite culturali anche dei piccoli centri trasformarono, nella metà del Settecento, le accademie di impronta classica in moderni consessi in cui alle disquisizioni teologico/mitologiche subentrò prepotentemente l’urgenza dei temi scientifici e in specie quelli riferiti all’agricoltura, settore fondante di ogni qualsivoglia società sviluppata.

Così a Udine l’Accademia degli Sventati si trasformò in Accademia Agraria, ad Asolo nacque l’Accademia degli Aspiranti, a Capodistria l’Accademia dei Risorti, a Conegliano quella degli Aspiranti… altre sorsero a Treviso, Padova (dei Ricovrati), Rovigo (dei Concordi), Spalato, Verona, Brescia, Bassano e Belluno (degli Anistamici). Era un mondo in fermento che bandiva concorsi sul “Miglioramento della qualità dei foraggi”, sulla “Qualità che si conviene del sorgo turco”, sulle “Concimazioni”, “Se sia maggiore il prodotto delle viti tenute in fila o in pergolato”, “Sulli vini acidi e duri” … e via a sperimentare, discutere, seminare e piantare.

I nostri più comodi antenati, gli Aspiranti di Conegliano, finirono a loro volta aspirati dal vortice della storia da Napoleone e dagli austriaci. Intanto però il seme era stato gettato e da lì germinarono poi le Società enologiche, le scuole e gli Istituti sperimentali, le Cattedre ambulanti, le Confraternite, le Cantine cooperative, i Consorzi ...

Con questi illustri trascorsi non si giustifica la confusione normativa che investe il mondo della viticoltura su svariati temi e in particolare sull’uso dei disseccanti tra le vigne. E quindi tutti, presidenti, sindaci, segretari, confratelli, eventologi, esperti, consulenti… tutti insomma si indignano per la deturpazione del paesaggio nel periodo di maggior esposizione turistica del nostro territorio. Un moto d’indignazione mette a posto l’anima e la pancia e poi avanti come prima e più di prima.

Però, però, non tutto è così statico e immodificabile. La foto di questa pagina (Dida foto) parla un altro linguaggio con la semplicità delle cose concrete. E così, nel bel mezzo della Generale Indignazione mi sento di proporre la fondazione di una nuova accademia, l’Accademia dei Domenicani, ispirata alla vita e all’opera di Domenico di Guia, uomo di ruvida formazione anglosassone, che quei bulbi ha curato uno ad uno con l’amore dei veri accademici che hanno sfidato nei secoli l’oscurantismo e l’ignoranza con sprezzo dello sberleffo e dell’impopolarità. Durata dell’ Accademia, un anno: trascorso il quale le sue determinazioni in materia di disseccanti, trasformate in regole, avranno valore universale e insindacabile.

Io mi iscrivo.

Nel frattempo gli Indignati avranno modo di occuparsi con totale dedizione al Giro d’Italia, all’Unesco, agli eventi e a …

Miro Graziotin

Cambio Pannolino www.firenzeformatofamiglia.itRiceviamo da un lettore e pubblichiamo:

Ecco come cambia il comunicato stampa del Comune di Farra per quanto in oggetto (allego vecchio e nuovo documento)

Apparentemente viene tolta solo la dicitura (contenitori) "appositi di colore giallo" per essere infatti neri come i precedenti del secco, ma omettendo nella errata corrige di dire che sono da 120 litri, forse per non spaventare l'utenza già confusa tra le diciture contenute nel testo di "bidoncini" e "bidoni'; 120 litri da tenere nell'eventuale terrazzo (impensabile in casa o al chiuso del garage per la puzza che si genera dentro) se si abita in condominio.

Un ingombro esagerato ed impossibile da movimentare per le scale (senza ascensore) e da tenere 15 giorni con la cacca notoriamente poco profumata fuori-finestra, magari dove batte il sole così fermenta ulteriormente ... provate ad aprire un bidone pieno di 120 litri di m..da che sia rimasto 10 giorni sotto il sole in balcone e tu abiti proprio sopra quel balcone con tentativi di finestre aperte. E pensare che hanno inventato pure i sacchettini profumati e rosa!

Un bidone un pò più piccolo e movimentabile a mano e caricabile in auto, no? Un colore un pò diverso per distinguerlo dagli altri, no? Uno svuotamento facoltativo concesso al bisogno in un periodo intermedio presso il centro raccolta rifiuti urbani di Farra, no? Una ergonomia consona anche agli anziani fruitori seppure utenti casalinghi, no? Se nel periodo caldo si svuotano due volte alla settimana i bidoncini dell'umido per i pannolini, no? .. ecc.

Siamo pieni ormai di contenitori per rifiuti di varia specie: umido, secco, vetro, plastica-lattine, carta-cartone (dovebbe arrivare pure un contenitore giallo da 120 litri come già in uso in altri comuni!!!) a cui personalmente ho integrato uno piccolo in casa per i medicinali scaduti, uno per le pile, uno per le bombolette spray, uno per i piccoli elettrodomestici, uno per la ferramenta, uno per la ceramica, uno per gli oli usati di cucina, uno per le lampadine, uno per gli indumenti da riciclare-in beneficenza ... ed uno per i sospiri di quando il nostro sindaco smetterà di mandare avanti querele inutili e costose a spese della collettività e che tanto (è notorio) non vanno mai in porto ... ma questo sarà argomento a parte. Sarebbe già necessario rivedere anche gli estimi catastali visto che occorre un ampio spazio dedicato all'occupazione di tutti i contenitori per rifiuti differenziati.

Se risposte arriveranno sull'argomento principale, queste saranno certamente di tipo difensivo (storia insegna) ed in retorico politichese scritte magari da un funzionario "ghostwriter", come d'uso ... l'imbarazzo che mi coglie è che un certo voltastomaco non saprei poi dove meglio conferirlo.

Da un genitore già-smaltitore di pannolini bimbo ed ora passato ai pannoloni del parentado
Saluti ecologici.

(Foto: web).

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Proposta del gestore Savno S.r.l. per l'ampliamento della base imponibile tariffaria attraverso l'emersione di nuove utenze ...


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