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venerdì 20 gennaio 2017 - ORE 02:56
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ossiuri webGli ossiuri sono vermi responsabili della più comune parassitosi intestinale umana: l’infezione da ossiuri (od enterobiosi) colpisce milioni di persone ogni anno, specialmente bambini in età scolare. Gli ossiuri solitamente non causano alcun danno e si possono sconfiggere in breve tempo. E' bene sottolineare che le persone che contraggono questa parassitosi non sono sporche: si può prendere l’enterobio indipendentemente da quante volte ci si lava.

A volte si possono avere gli ossiuri senza manifestare alcun sintomo tuttavia spesso sono presenti irritabilità, disturbi del sonno, tosse notturna, disturbi dell’appetito, nausea, feci maleodoranti, astenia. Più comune è senz’altro prurito intorno all’ano. Una volta ingerite le uova dei parassiti, sono necessari circa uno o due mesi perché si inizi ad avvertire il prurito che solitamente è peggiore durante la notte.

Questo fastidio è causato dalla migrazione dei vermi verso la zona dello sfintere anale per deporre le uova. Quando un bambino si gratta nell’area che prude, potrebbe formarsi un eczema o un’infezione batterica. Nelle femmine l’infezione da ossiuri può diffondersi alla vagina e causare un’infezione vaginale.


Gli ossiuri sono visibili nel water dopo che il bambino è andato in bagno: hanno le sembianze di minuscoli fili bianchi lunghi circa un centimentro, sono bianchi e mobili. Si possono notare anche sul pannolino o nella biancheria intima del bambino al mattino. Possono inoltre essere presenti nella zona anale o tra le natiche: nelle bambine si possono trovare anche nella zona vulvare, tra le piccole e grandi labbra.

L’infezione da ossiuri (conosciuta anche come ”infezione da nematodo”, enterobiosi o ossiuriasi) è molto contagiosa. Si viene colpiti ingerendo inconsapevolmente microscopiche uova di ossiuri che si possono trovare su superfici quali: biancheria da letto, asciugamani ,vestiti (specialmente biancheria intima e pigiami), toilette, attrezzature del bagno, cibo, bicchieri, utensili della cucina, giocattoli, scrivanie o tavoli.

Le uova passano nell’apparato digerente per schiudersi nell’intestino tenue. Da qui le larve di enterobio continuano il loro percorso fino all’intestino crasso, dove vivono come parassiti. Circa due o quattro settimane dopo la contrazione della parassitosi gli enterobi adulti iniziano a migrare dall’intestino crasso all’area intorno allo sfintere anale; i vermi femmina, soprattutto di notte o nelle prime ore del mattino, escono dall’ano per depositare migliaia di uova. Nel caso ci si gratti nell'area in cui si avverte il fastidio, le uova microscopiche di enterobio si spostano sulle dita che contaminate possono così trasportare le uova su varie superfici; uova purtroppo piuttosto resistenti, che possono rimanere vitali (cioè infettive) in un ambiente adatto fino a tre settimane: non tollerano bene il calore, ma possono infatti sopravvivere a lungo a basse temperature.


Il pediatra può effettuare una diagnosi di parassitosi da ossiuri attraverso lo "scotch test", un esame che permette di evidenziare la presenza di uova dei parassiti nell’intestino del bambino: anche un normale emocromo può evidenziare una parassitosi intestinale. Se il test risulta positivo, il medico prescriverà a tutta la famiglia una dose di vermifugo per eliminare l’infezione e per ridurre la possibile presenza di “portatori sani” nell’ambito familiare. Trascorse due settimane potrebbe essere necessario ripetere la somministrazione. Sebbene i farmaci vermifughi siano molto efficaci il prurito può durare fino ad una settimana dopo l’assunzione: in questi casi è possibile associare una crema per alleviare il prurito.

Cercare di prevenire le infezioni da ossiuri non è difficile. Importante è ricordare ai bambini di lavarsi le mani dopo essere andati in bagno, dopo aver giocato fuori, e prima di mangiare; assicurarsi che facciano la doccia o il bagno e cambino l’intimo ogni giorno; mantenere corte e ben pulite le unghie; raccomandare di non grattarsi intorno al sederino o mangiarsi le unghie e lavare spesso la biancheria intima.

Dottor Tiziano Vettoretti

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