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Corruzione, Ferrante incontra gli studenti del Casagrande: venerdì scorso l'incontro in auditorium a Pieve di Soligo

Venerdì scorso all’auditorium "Battistella Moccia" di Pieve di Soligo, i ragazzi delle classi quarta e quinta dell’istituto Marco Casagrande hanno partecipato ad un incontro con il professor Leonardo Ferrante, referente nazionale del settore Anticorruzione Civica e Cittadinanza Monitorante delle associazioni Libera e Gruppo Abele. L’incontro, organizzato dal Presidio di Libera “Peppino Impastato” di Pieve di Soligo e dall’associazione Democrazia, ha riguardato l’anticorruzione a portata del cittadino comune.


E’ stato spiegato che cosa significhi “corruzione” e sottolineato che non bisogna darla vinta a quella parte infetta del sistema che, per autolegittimarsi e spuntare le armi di chi la contrasta, fa passare il concetto secondo cui, in fin dei conti, "la corruzione è nel nostro Dna". Quanto approfondito è che non si deve mai perdere di vista che la corruzione è uno scambio tra diversi attori: ciò che conta davvero è che il gioco regga, non solo chi lo gioca.

Cosa succede oggi in Italia? Accade che quel ruolo di mediazione e garanzia del patto viene assolto sempre più spesso dai soggetti mafiosi, che potendo disporre della violenza aggiungono alla rete corruttivo il loro know how  del "chi sbaglia paga".

La corruzione non conviene mai al sistema sociale, non solo sul lato etico ma anche dal punto di vista economico. Oggi paghiamo effetti di corruzioni consumatesi 30-40 anni fa, scaricate sul debito pubblico quindi sulle generazioni successive. I costi della corruzione, se a volte sono immediati (si pensi ad esempio agli scandali delle valvole cardiache che sono costati la vita, ai concorsi universitari “pilotati”, ad esempio ) molto più spesso sono devastanti nel tempo, perché creano un sistema profondamente malato, che penalizza diritti e merito.

E quanto è emerso è che i giovani di oggi, cittadini di domani, stanno pagando quanto avvenuto trovandosi, solo per fare un esempio, obbligati a trasferirsi all’estero perché le loro qualità e competenze siano realmente riconosciute, anche da un punto di vista economico. Tutto ciò provoca un impoverimento non solo del tessuto sociale ma anche dell’economia, dimostrato dal fatto che l’Italia è una delle nazioni con i più bassi tassi di crescita.

Ferrante ha illustrato chi sia e quale ruolo debba svolgere il modello di cittadino che il suo libro propone: "Il cittadino monitorante non dev’essere l’esperto di tutto, ma è come un bambino curioso, capace di far sempre domande. È un cittadino che chiede conto, non in merito di scelte politiche, ma di trasparenza, su come vengano gestiti i soldi pubblici, gli appalti. Solo successivamente si può fare un ragionamento politico, ma il cittadino monitorante non fa politica partitica. In tal caso, non è più monitorante ma diventa monitorato".

Leonardo Ferrante è referente scientifico nazionale della campagna anticorruzione Riparte il futuro, promossa da Gruppo Abele, per cui lavora, e Libera. Per la campagna si occupa dei contenuti e dell'elaborazione delle proposte politiche rivolte al mondo istituzionale nazionale e locale. Suoi altri interessi sono lo studio dell'agrocriminalità e dei circuiti illegali nel mercato del cibo. E' nel consiglio direttivo del Master in Analisi, Prevenzione e Contrasto della criminalità organizzata e della corruzione dell'Università di Pisa.

 

(Fonte e foto: Presidio Libera "Peppino Impastato" di Pieve di Soligo e Associazione Democrazia).
#Qdpnews.it

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