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venerdì 20 gennaio 2017 - ORE 02:48
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prealpi trevigiane

Punto di partenza: Casamazzagno, loc. Le Fedère
Punto di arrivo: Col Quaternà
Coordinate punto di partenza: 46°36'3.37"N 12°30'30.07"E
Coordinate punto di arrivo: 46°40'2.26"N 12°28'20.66"E
Tempo di percorrenza: 3 h
Aumento di quota D+: 946 m
Distanza: 9,58 km
Grado di difficoltà: E

 

Il percorso 

Panorama a meta percorsoSembra impossibile, ma anche le Dolomiti hanno un vulcano. È il Col Quaternà, la cui età geologica, che si aggira attorno ai 290 milioni di anni, ci fa tornare indietro nel tempo fino alle origini delle Dolomiti, in uno dei luoghi più affascinanti di tutto il comprensorio dolomitico bellunese, il Comelico. L’itinerario in esame percorre l’intero crinale della Costa della Spina, che si allunga tra la Val di Padola ad ovest e la Val Digon ad est, mentre a nord culmina con il Col Quaternà, ultimo baluardo di fronte alle vette che fanno da spartiacque con il territorio austriaco. Essendo un tracciato in linea, è opportuno valutare l’avvicinamento con due veicoli di appoggio. L’alternativa è percorrere a ritroso il sentiero di andata, anche con eventuali varianti offerte dalla rilevante rete sentieristica limitrofa.
E’ un ambiente straordinario dal punto di vista geologico, e al tempo stesso eccezionale per i panorami che si incontrano. Oltre a questo, ha una grande valenza storico culturale, data la presenza di notevoli resti di postazioni di guerra e trincee in virtù della posizione altamente strategica a ridosso del confine italiano.

 

 

La vetta del Col Quaterna

 

La partenza è fissata a quota 1560 m in località Le Fedère, che si incontra salendo da Casamazzagno. Una lapide accanto ad un crocifisso in legno, ricorda il passaggio dell’amato Papa Giovanni Paolo II che il 13 luglio 1987 salì a piedi proprio al Col Quaternà. Ci immettiamo sulla strada sterrata che sale verso est, seguendo i segnavia n. 148 e 149 ed entriamo in un magnifico bosco di conifere percorrendo tratti rettilinei e qualche tornante fino ad arrivare a quota 1750 m in località Sommo, dove si incrociano diversi sentieri. Proseguiamo a sinistra seguendo il cartello Monte Spina – Col Quaternà e poco dopo ad un bivio manteniamo la sinistra, evitando quindi continuare sul sentiero n. 149 che taglia a mezza costa il rilievo in direzione del rifugio di Rinfreddo. Dopo alcuni tratti in decisa salita usciamo definitivamente dal bosco cominciando ad ammirare i primi panorami. Alla nostra sinistra si aprono le imponenti vette delle Dolomiti di Sesto e del Comelico, tra cui la Cima Padola, la Cima Bagni, il Popera, la Cima Undici, la Croda Rossa di Sesto. Ad est invece si osservano le Crode dei Longerin, a nord la Cima Vallona, la Cima Palombino, il Monte Cavallino, mentre man mano che ci alziamo di quota, a sud appaiono nitide le vette delle Marmarole, del Cridola e delle Dolomiti friulane e dei Brentoni.

 

Panorama di Casamazzagno

 

Superato il Monte Spina (1967 m) il sentiero diventa meno ripido, serpeggiando tra lame di abbeveraggio, verdi pascoli e rocce affioranti che conferiscono al paesaggio un connotato decisamente spettacolare. Siamo incuriositi dai colori variopinti dei sassi, che assumono una tonalità grigio scuro laddove emergono le filladi, le rocce più antiche in zona, mentre altrove assumono una colorazione rossastra, provenendo dalle arenarie della Val Gardena. La passeggiata prosegue ad ovest del Col Rosson (2305 m) e del successivo Col della Crodata (2310 m) fino ad arrivare alla Sella del Quaternà (2379 m) dove giunge da ovest la strada carrareccia n. 173 proveniente dal rifugio di Rinfreddo. Qui il sentiero n.148 prosegue verso est per il Passo Silvella, mentre noi procediamo dritti per ripida traccia che in circa 20 minuti ci porterà in vetta al Col Quaternà (2503 m), dove termina il nostro itinerario. La vista da lassù ci permette di contemplare un incomparabile panorama a 360° verso le Dolomiti di Sesto, del Comelico e del Centro Cadore. Ritornati alla sella, seguiamo la strada sterrata verso ovest ed in breve raggiungiamo il Rifugio di Rinfreddo e la successiva Malga Coltrondo, dove completiamo il percorso.

 

La vetta del Col Quaterna

 

Quaternà, che strano questo toponimo
L’origine del toponimo “Quaternà” è controversa. Sulla base delle più accreditate ricerche fornite da esperti glottologi, il termine pare derivare da quanto indicato in un documento notarile in latino risalente all’anno 1213 nel quale il monte dalla forma turrita viene utilizzato come riferimento geografico: “versus Collem Trunadum”. Ad opera degli influssi dialettali di Casamazzagno, Collem Trunadum nei secoli si è modificato in Col Trunà, Col Turnà, Col Tarné quindi Cotarné, termine questo che ha successivamente generato l’attuale “Col Quaternà” come probabile italianizzazione in mappa. È curioso sottolineare che questa indicazione finale in realtà presenta una doppia citazione del concetto di “colle”: uno come sostantivo “Col” anteposto, l’altro come implicito inserimento nel termine “Quaternà” di cui alla sopracitata trattazione.

 

 

 

9.8 km, 03:23:44

  Giovanni CarraroGiovanni Carraro è nato a Pieve di Cadore il 4 marzo 1966. La sua innata passione per la montagna lo ha spinto fin da ragazzo ad esplorare gran parte delle vette Dolomitiche e, negli ultimi anni, ha voluto dedicarsi esclusivamente all’area delle Prealpi trevigiane.
Ha deciso di portare a conoscenza del pubblico le sue esperienze in tanti anni di escursioni, scrivendo il suo primo libro “Riscoprire le Prealpi trevigiane” nel 2011 a cui sono seguiti “I sentieri nascosti delle Prealpi trevigiane” nel 2013, “Visentin selvaggio” nel 2015 e “Vittorio Veneto – guida illustrata” nel 2016. Collabora con emittenti televisive locali, riviste di settore e quotidiani per la realizzazione di documentari e inserti redazionali legati alla montagna.
Attualmente vive a Susegana (TV) dove svolge un’attività commerciale. E’ giornalista pubblicista (Ordine dei Giornalisti del Veneto n. 162555 del 4.07.16), pilota SAPR (aut. ENAC n. 7889 del 20.07.16), socio CAI dal 1989, sommelier AIS dal 2010, Accompagnatore Escursionistico Nazionale F.I.E. dal 2015 e Ambasciatore European Wine City 2016.
 
     
titolo archivio itinerari carraro

bibliografia

Gli itinerari, le foto e i box di approfondimento culturale inseriti nella rubrica “Le Prealpi” sono tratti dai libri di Giovanni Carraro “Riscoprire le Prealpi Trevigiane”, “I sentieri nascosti delle Prealpi Trevigiane” e "Visentin selvaggio" per Ediciclo Editore. (È vietata la riproduzione totale o parziale, effettuata con qualsiasi mezzo).

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