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Categoria: Refrontolo


Una folla di amici e parenti visibilmente commossi si sono riuniti ieri pomeriggio negli impianti sportivi di Refrontolo in via Boschi per intitolarli a Marco Antoniazzi, 39enne refrontolese scomparso 15 mesi fa a causa di un incidente stradale.

Un gesto che ha voluto commemorare il profilo di un giovane molto amato in paese e noto per la costante dedizione alla comunità, in particolare nel mondo sportivo nel suo ruolo di vice allenatore della squadra locale, dopo essere stato giocatore non solo nel Refrontolo, ma anche in diverse società calcistiche limitrofe.

L’idea di intitolazione e della realizzazione di un torneo in memoria di Marco tra le squadre di Refrontolo, Barbisano, Vidor, Farra di Soligo, gli Amici di Marco e il Gnazzi Team, è nata dai suoi amici – Simone Gerlin, Manuel Padoin, Alberto Marostica, Michael Possamai, Mattia Modenese, Luca Pansolin – subito dopo la tragedia, come loro stessi hanno spiegato: “Tutto si è avviato grazie anche a un continuo passaparola e ancora qualche lacrima scende se ripensiamo a Marco. Era una persona unica, sempre disponibile e solare, con il sorriso sulle labbra”.



Come ha ricordato anche Giuliano Pasin, presidente della squadra calcistica di Refrontolo, “l’idea è nata la sera successiva al tragico incidente e abbiamo pensato a cosa fare di utile per Marco e la famiglia ci ha incoraggiati. Abbiamo avuto anche l’appoggio dall’amministrazione comunale”. Parole a cui si sono aggiunte quelle del sindaco Loredana Collodel, che ha spiegato le motivazioni dell’intitolazione e della dedica della targa in memoria di Antoniazzi: “Il conferimento è stato fatto per ricordare le competenze di Marco nell’allenare i ragazzi, per il rapporto empatico stabilito con la comunità per la quale ha speso molto tempo. Per questo è giusto e doveroso per tutti questa intitolazione, perché fare memoria è una delle più alte forme di rispetto”.

Molte sono state le persone intervenute per portare il proprio personale ricordo di Marco, tra queste anche Alberto Bosco, comandante dei Carabinieri: “Dare certe notizie è una delle cose più brutte del nostro mestiere, ma all’epoca non sono riuscito a restare freddo nel comunicare questa scomparsa alla famiglia”.

Anche Roberto Gallonetto, in rappresentanza di tutti gli amici ha voluto ricordare il giovane refrontolese: “È bello vedere oggi tutta questa gente unita, con la quale vogliamo oggi ripensare al suo senso di fratellanza, al suo sorriso e alla sua bontà, alla sua volontà di coinvolgere sempre tutti. Ciao Marco, ciao Gnazzi,  ciao Capitano”.

Marco Zabotti, ex consigliere provinciale, vice presidente e direttore scientifico dell’istituto “Beato Toniolo”, ha ringraziato i fautori dell’iniziativa, in quanto “Marco è sempre vivo con noi e l’intitolazione è segno che la sua giovinezza non si è mai spenta e rimane sempre con noi, consegnandoci un messaggio a cui tutti dobbiamo dimostrarci all’altezza”.

“Ho una nodo alla gola in questo momento – ha affermato il padre Sergio Antoniazzi – e ringrazio tutti voi, e interpretando il pensiero di Marco, vi dico divertitevi e non fatevi male”. L’intitolazione ha visto la benedizione da parte di don Giuseppe e don Piero, a cui è seguito lo scoprimento della targa e di uno striscione da parte della squadra calcistica di Refrontolo.


(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).

(Foto: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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