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Comune di Refrontolo -


Non si placano le polemiche intorno alla questione del progetto di messa in sicurezza di via Colvendrame (nella foto)  a Refrontolo e Roberto Collodel, capogruppo della minoranza, ha esplicitato i contorni della questione: "Sinceramente qui non tornano i conti. Non risultano esserci documenti firmati dai residenti in merito alla questione, espropri compresi. Altrimenti perché i cittadini continuerebbero a lamentarsi se avessero preso visione di un documento scritto? Noi della minoranza non abbiamo mai visto nessun incartamento di questo tipo".


"E intanto gli abitanti sono sempre più arrabbiati e le lamentele crescono: sostengono di aver inviato mail per ottenere qualche chiarimento, senza ottenere risposta o essere ricevuti in Comune. Qui il problema è un'assenza di comunicazione - entra nel merito il capogruppo di minoranza - Le lamentele sono parecchie e i cittadini sostengono di non essere mai stati convocati per un ulteriore incontro a seguito della riunione di presentazione preliminare".

"La gestione è lacunosa e ci vuole più trasparenza - ha proseguito Collodel - perché quando si presenta un progetto, in allegato ci devono essere dei documenti che completano la questione degli accordi stipulati con i residenti per gli espropri e firmati dagli stessi. Però non ci sono e per questo, dato che manca la chiarezza, chiederemo un accesso agli atti. La gestione è negativa soprattutto per quanto riguarda il rapporto con i cittadini con i quali bisogna dialogare e fare una pianificazione condivisa".

"Un sindaco - ha spiegato - dovrebbe seguire il seguente iter: presentare il progetto in tutte le sue parti, rendersi disponibile all'ascolto di eventuali lamentele o osservazioni da parte dei residenti e della minoranza e in base a quelle valutare le opportune varianti. Perché non succede nulla se vengono fatte quando il progetto non è ancora giunto alla fase esecutiva, ma dopo, invece, ogni modifica richiede dei costi".

"Pertanto - ha sottolineato il capogruppo - un primo cittadino dovrebbe agire secondo un'attenzione all'ordine economico della comunità e guardando all'interesse della messa in sicurezza. Anche su quest'ultimo punto c'è un po' di confusione: un conto è parlare di sicurezza per gli autoveicoli, un'altra per i camion. Via Colvendrame è una strada secondaria e non certo una via principale e questo vuol dire che se ci si interessa alla sicurezza degli autoveicoli, il problema può essere gestito, vista anche la criticità di alcuni punti della strada in termini di intervento, ponendo limiti di velocità e segnaletiche, non certo abbattendo recinzioni. Per quanto riguarda i camion, ribadisco il concetto per cui non è assolutamente una via adibita al loro passaggio, è una strada secondaria. Il primo cittadino dovrebbe emanare un'ordinanza secondo cui vieta il loro passaggio per via Colvendrame e obbliga i titolari delle aziende a indicare una strada di passaggio secondario ai propri fornitori. Questo significa fare l'interesse di tutti".

"Infine - ha concluso Collodel - se si vuole davvero risolvere il problema, consiglio al sindaco di fare al più presto un altro incontro con i residenti, anche se doveva essere già stato fatto da tempo, per chiarire davvero le cose, coinvolgendo anche la minoranza per dare una garanzia di gestione super partes della riunione".

(Fonte: Arianna Ceschin © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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