Non è un’opera faraonica e non ci sono volute decine di anni per realizzarla. Niente a che vedere con l’eterno sogno che da un trentennio i governi italici si rimpallano, quello di realizzare il ponte sullo stretto di Messina.

In questo caso lo stretto è quello che unisce le sponde dei laghi di Revine Lago e Tarzo. E’ stato appena posto in opera e verrà inaugurato all’inizio del 2018. Con questo ponte dall’alto valore simbolico, in quanto unisce le due comunità rivierasche, possono dirsi completati i lavori di realizzazione del Parco dei Laghi della Vallata, un’opera promossa dalle amministrazioni di Revine Lago (Comune capofila) e Tarzo, che è stata interamente finanziata dalla Regione Veneto, con un contributo di 450 mila euro.



Con la realizzazione del “ponte sullo stretto”, diventano due gli anelli ciclopedonali percorribili, rispettivamente di 4 e 5 chilometri, creando alternative al percorso lungo di 9 chilometri. Dalla torretta di osservazione realizzata sulla sponda verso Santa Maria del ponte, l’assessore Boris Bottega spiega a Qdpnews.it  che, con l’occasione, lo stretto è stato anche drenato, in modo da favorire l’interscambio tra i due specchi lacustri.

Lavori conclusi? Non proprio. Oltre alla segnaletica da posizionare, esiste un progetto per la messa in opera di un ossigenatore che, parola dall’assessore Bottega, dovrebbe risolvere il problema del proliferare delle alghe, rendendo ancor più appetibili i laghi di Revine, che sono già in possesso di bandiera azzurra di balneabilità.

Inoltre, l’anello dei laghi rientra in un progetto più ampio di collegamento della ciclovia dell’amicizia Monaco Venezia con la ciclovia sul Piave. Anche in questo caso i laghi di Revine rientrano in questo progetto che prevede la realizzazione di due tratti di ciclabile che interessano il Comune di Revine Lago.

Revine Lago Tarzo Ponte Stretto2

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Intervista video a cura di Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
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