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Comune di: Susegana -


“Stiamo parlando di un moribondo e discutiamo se intervenire con un bisturi bianco o uno giallo”. Le parole dell’ingegner Franco Panto riassumono bene le preoccupazioni dei suseganesi riguardo ai lavori al ponte sul Piave di Ponte della Priula, fermi da alcune settimane dopo la scoperta che manca un’autorizzazione della Regione al cantiere.

 

Ieri sera la cittadinanza del Comune di Susegana si è riunita numerosa per assistere al consiglio comunale straordinario convocato dal sindaco Vincenza Scarpa, su richiesta del gruppo d’opposizione Susegana Libera, per far chiarezza sullo stato dell’arte e, soprattutto, per sapere quando gli operai potranno tornare al lavoro sul greto del Piave.


Il ponte si trova lungo la SS13 Pontebbana e rappresenta uno degli snodi viari più importati del Nordest, con circa 40 mila veicoli in transito ogni giorno. Come spiegato dall’ingegner Panto, chiamato ieri sera a relazionare in qualità di esperto sulla stato di salute della struttura, l’intervento di recupero va portato avanti con urgenza: il ponte è danneggiato dall’usura del tempo e fu costruito cent’anni fa per sopportare ben altri pesi e sollecitazioni rispetto a quelli odierni, tra l’altro con un calcestruzzo di bassa qualità perfino per l’epoca.

Susegana consiglio ponte
Il restauro prevede di sistemare la costruzione e di allargare la carreggiata (qui il progetto completo); per farlo sarà necessario chiudere il ponte al traffico e realizzarne uno temporaneo a poca distanza. I lavori sono partiti lo scorso marzo con la bonifica bellica e a luglio il presidente di Anas Gianni Vittorio Armani ha annunciato che la chiusura, prevista inizialmente per l’inizio dell’anno, sarebbe stata anticipata di due mesi. Poi sono iniziati i primi ritardi, dovuti al rinvenimento di altre bombe nel letto del fiume, che fu linea del fronte durante la prima guerra mondiale, poi alla scoperta degli antichi pali in legno del vecchio ponte, per i quali è stato necessario attendere l’intervento della soprintendenza archeologica, e infine la scoperta che Anas non aveva richiesto l’autorizzazione paesaggistica per i lavori di costruzione del ponte provvisorio.

La scoperta è avvenuta dopo la segnalazione generica di un privato, che ha messo in moto i controlli della procura della Repubblica e dei Carabinieri, che ha loro volta hanno richiesto dei controlli al Comune. L’11 ottobre, l’ente suseganese ha segnalato alla Regione la mancanza dell’autorizzazione paesaggistica prevista dall’articolo 147 del Codice dei beni culturali e del paesaggio per i lavori al ponte provvisorio.

Susegana ponte per lungo
“Anas ha ritenuto le opere svolte finora come preliminari e dunque senza bisogno di autorizzazione - ha spiegato l’assessore regionale al territorio Cristiano Corazzari (nella foto sopra), presente ieri sera - Sia il ministero che la sovrintendenza, però, sono d’accordo che quella autorizzazione sia necessaria. Il punto è che adesso non basta richiederla ma tutta la situazione va sanata dall’inizio”.


“Cercheremo di svolgere tutti i pareri nel più breve tempo possibile, ma va fatto tutto in regola e ci sono dei tempi tecnici da rispettare - ha ribadito Corazzari - In questo caso il tempo massimo totale è di 180 giorni, ma auspichiamo che si arrivi ad una soluzione molto prima. Non appena la soprintendenza avrà dato il proprio parere, previsto dalla procedura entro 90 giorni, la Regione sarà pronta a sistemare la situazione nel più breve tempo possibile”.


Il sindaco Scarpa ha poi riferito che Anas non ha potuto mandare un proprio rappresentante per partecipare al consiglio, inviando invece una lettera in cui spiegava la propria posizione, ossia che si sarebbe trattato di lavori preliminari che avevono comunque ricevuto l’autorizzazione del Genio civile.


“Mi auguro che si trovi la soluzione per risolvere la situazione il prima possibile - ha dichiarato la prima cittadina Scarpa - Rendiamoci conto che si tratta di un’autorizzazione paesaggistica per la viabilità provvisoria ad un’opera che ha già ricevuto l’autorizzazione monumentale da parte della soprintendenza. Si tratta di una fascicolo in mezzo a 1.500 centimetri cubici di carte: è la burocrazia che blocca le cose”.

Susegana consiglio ponte 1
Ad intervenire sono stati poi i consiglieri d’opposizione Andrea Zuccolotto, Gianni De Stefani e Maurizio Trentin, che hanno avanzato tre richieste: un sopralluogo dei tecnici per capire se il ritardo è tollerabile per lo stato di salute del ponte; di pianificare la viabilità stradale alternativa in caso di piena del Piave e di chiusura del ponte provvisorio; al Comune di farsi portavoce per l’apertura gratuita dell’autostrada A27 tra i caselli di Conegliano e Treviso Nord, richiesta che la minoranza porta avanti da diverso tempo. Il consigliere Trentin ha poi sottolineato come la scoperta del ritardo si avvenuta a seguito della segnalazione di un privato e non degli organi di competenza, tra cui il Comune.


Al di là delle normali e consuete contrapposizioni in seno al consiglio comunale tra maggioranza e opposizione, che anche ieri non sono mancate, tutta l’assemblea ha però ribadito all’unisono la necessità che il restauro del ponte sul Piave riparta il più presto possibile.

(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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