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Categoria: Treviso


Un fatturato di oltre 88 miliardi di euro: è il giro d’affari del gioco d’azzardo legale in Italia nel solo 2015, con una spesa effettiva dei giocatori di oltre 17 miliardi. Un business che, come una guerra, lascia morti e feriti gravi sul campo: in provincia di Treviso, nel 2016, 315 giocatori incalliti hanno chiesto di farsi curare dai servizi dell’Ulss 2 Marca Trevigiana nelle tre sedi di Treviso, Asolo o Pieve di Soligo.

"Solo la punta dell’iceberg – ha precisato la dottoressa Michela Frezza, coordinatrice del dipartimento dipendenze dell’azienda sanitaria - Secondo uno studio nazionale del 2008, infatti, solo il 10% dei giocatori patologici si rivolge ai servizi sanitari. Il restante 90% rimane sconosciuto al servizio pubblico. Purtroppo si chiede aiuto solo quando si è ormai alla canna del gas".

I dati sono stati forniti questa mattina nell’ambito del convegno “I danni del gioco d’azzardo: un nuovo fronte per i Comuni”, organizzato dall’Associazione Comuni della Marca Trevigiana, che sta lavorando per dare strumenti concreti ai sindaci e aiutarli a contrastare il fenomeno, in preoccupante crescita, del gioco d’azzardo patologico (GAP), una relativamente nuova forma di dipendenza che miete vittime in tutte le fasce di popolazione, specie le più a rischio: anziani, giovani e donne sole.

Dopo il “Manifesto dei sindaci della Marca Trevigiana per l’attuazione di azioni di prevenzione del fenomeno del gioco d’azzardo e della ludodipendenza”, lanciato nel febbraio scorso e a cui hanno già aderito formalmente oltre la metà degli enti locali trevigiani, l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana ha predisposto uno schema di regolamento comunale e uno schema di ordinanza per regolamentare l’accesso alle sale giochi, sale videolottery (VLT), sale scommesse, che sono stati presentati questa mattina a conclusione del convegno.

"Due strumenti a prova di ricorso che lunedì invieremo a tutti i sindaci della provincia di Treviso in modo che, chi non l’abbia già fatto, possa rendere operative nel proprio territorio di competenza le iniziative atte a contrastare il gioco d’azzardo patologico e il dilagare delle ludopatie - ha spiegato Mariarosa Barazza, presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana - Lo stesso regolamento e la stessa ordinanza di riferimento per tutti servono a rendere omogenea l’azione sul territorio: agendo insieme e in modo coordinato si è più forti che muoversi ciascuno per i fatti propri".

Iniziative che riguardano nello specifico la riduzione degli orari di apertura delle sale giochi, sale videolottery (VLT) e sale scommesse o di funzionamento degli apparecchi installati in bar, tabacchini o altri esercizi commerciali, ma anche la distanza dai luoghi sensibili come scuole, impianti sportivi, stazioni di treni o autobus, ospedali o case di cura. Una delle misure inserite nello schema di ordinanza è ad esempio la chiusura delle slot che si trovano a una distanza inferiore di 500 metri dai luoghi sensibili nelle fasce orarie di maggior afflusso di gente, in particolare giovani, ovvero dalle 8 alle 9 e dalle 12.30 alle 15.30.

Questo è quanto possono fare i Comuni, e lo possono fare legittimamente in base a normative comunitarie e regionali e a una ormai fitta giurisprudenza amministrativa. Gli amministratori locali trevigiani che pioneristicamente hanno adottato, già da tempo, regolamenti e ordinanze sul tema erano presenti questa mattina a raccontare la loro esperienze: Sossio Vitale, in rappresentanza del sindaco di Treviso, Marco Della Pietra, primo cittadino di Spresiano, Maria Scardellato, sindaca di Oderzo, Angela Colmellere, sindaca di Miane e presidente del Tavolo di coordinamento sul gioco d’azzardo costituito dalla Conferenza dei sindaci del distretto ex Ulss 7.

 

Da loro, un appello allo Stato centrale che ha molto più potere di un singolo Comune, o anche di una rete di Comuni, nel disincentivare il gioco d’azzardo; invece è il primo beneficiario in termini di entrate erariali, visto che ben 13 miliardi l’anno entrano nelle casse dello Stato dal gioco legale. "Almeno una parte delle cospicue entrate statali dovrebbero essere devolute alle Ulss per i progetti di recupero dei giocatori compulsivi", ha esortato qualcuno.

"Il gioco d'azzardo rappresenta un'attività piena di interessanti e variegati stimoli e ricompense comportamentali: soldi, luci, rumori", ha spiegato la dottoressa Amelia Fiorin del Servizio dipendenze del distretto ex Ulss, illustrando quali sono le raffinate strategie di persuasione occulta del gioco legale, da come viene adescato il giocatore a come sviluppa i condizionamenti che poi finiscono per generare i comportamenti compulsivi. Il GAP è considerato dall’Organizzazione mondiale della Sanità (OMS) una malattia sociale, assimilata alle altre dipendenze (alcol e droghe, ad esempio), capace di distruggere la vita dell’individuo che ne è affetto e dei suoi famigliari, ma anche di creare situazioni di allarme sociale e nei casi più estremi generare fenomeni criminosi, spingendo l’individuo a commettere furti, frodi o ad alimentare il fenomeno dell’usura.


(Fonte e foto: Associazione Comuni della Marca Trevigiana).
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