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Comune di Treviso -


Un’auto nuova (nella foto), a disposizione del personale sanitario, donata da Ail Treviso (Associazione italiana contro le leucemie) per i servizi di assistenza domiciliare pediatrica del Ca’ Foncello. La collaborazione rientra in un progetto già avviato nel 2014 e confermato, cui l’associazione partecipa con un finanziamento complessivo di 400 mila euro.

Alla consegna da parte del presidente di Ail Treviso Ernesto Bosa, erano presenti il dottor Francesco Benazzi, direttore generale, ed il dottor Paolo Grotto, direttore dell’unità emato-oncologica pediatrica del Ca’ Foncello.

L’iniziativa s’inserisce nel progetto di Ail, il cui finanziamento ha permesso l’attivazione del servizio di assistenza domiciliare pediatrica ai pazienti onco-ematologici, attraverso la formazione del personale sanitario (112 operatori formati) e la presa in carico in assistenza domiciliare di 15 pazienti, con la previsione di un incremento del numero.

Questa forma di assistenza ha dimostrato la fattibilità della presa in carico integrata da parte del personale sanitario ospedaliero e del territorio, permettendo ai piccoli pazienti di poter avere a domicilio prestazioni sanitarie per le quali dovevano in precedenza recarsi al day hospital ematooncologico pediatrico. Questo sta significando una riduzione accessi sanitari in ospedale e il coinvolgimento di vari professionisti come i pediatri di famiglia, e i sanitari dei distretti. Un percorso di assistenza anche attraverso la presa in carico domiciliare di bambini che eseguono la fase di chemioterapia aggressiva o in fase di terminalità della vita, evitando l’ospedalizzazione e rimanendo nell’ambiente familiare.

“Se l’assistenza domiciliare per i pazienti oncologici è di estrema rilevanza negli adulti figuriamoci che significato assume nei bambini – sottolinea il direttore generale Francesco Benazzi - Offrire loro prestazioni domiciliari di prelievo del sangue e controllo clinico ha la valenza di consentire a tutto il nucleo familiare il distacco dall’ambiente ospedaliero, spesso fonte di apprensione e di consolidamento della consapevolezza di malattia, e il ritorno alle abitudini e ai ritmi delle giornate tipici dei bambini. E’ un grande segno di attenzione e umanizzazione delle cure. Non posso che ringraziare Ail per questa nuova e ulteriore sinergia che sottolinea ancora una volta quanto sia importante avere al fianco associazioni e volontari con cui condividere obbiettivi per il bene dei pazienti”.

Al centro del servizio, è il bambino e le sue esigenze. Gli infermieri del distretto, infatti, si recano a casa per il prelievo di sangue al mattino presto, consentendo l’arrivo in orario a scuola, e il pediatra di famiglia spesso si accorda coi genitori per visitare il paziente nell’orario più comodo tra il rientro da scuola e l’inizio delle attività del pomeriggio.

Il servizio va oltre le competenze di cura della malattia, indirizzandosi alla presa in carico globale dei piccoli pazienti e delle loro famiglie, colpiti da malattie così severe e impegnative per la famiglia. L’alto valore professionale e sociale del progetto, ha avuto tra i riconoscimenti l’affidamento al dottor Paolo Grotto della responsabilità dell'unità operativa semplice di Emato-Oncologia pediatrica afferente sempre alla Pediatria, diretta dal primario Stefano Martelossi

(Fonte e foto: Ulss 2).
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