Scoperta nuova emoglobina all’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. Si tratta di una variante che è stata riscontrata nel corso dell’attività diagnostica ed è stata chiamata Emoglobina “Sile”. E’ già stata confermata dal laboratorio di genetica umana del Galliera di Genova e ufficialmente riconosciuta nel database mondiale dal Boston University Medical Center. Artefice della scoperta è la dottoressa Giuseppina Barberio (nella foto, al centro) - che già otto anni fa firmò quella dell’emoglobina “Treviso” – della Medicina di laboratorio, diretta dal dottor Livio Caberlotto (nella foto, il primo a destra).

L’emoglobine sono proteine globulari presenti nei globuli rossi. Una nuova variante è stata nei giornio scorsi scoperta nel corso dell’attività diagnostica delle emoglobinotaie nel reparto di Medicina di laboratorio dell’ospedale Ca’ Foncello di Treviso. E’ stata chiamata Emoglobina “Sile” dal nome del fiume che bagna la città veneta e lungo un’ansa del quale sorge l’ospedale teatro della scoperta.

La conferma molecolare della nuova variante Emoglobina “Sile” è venuta dal laboratorio di Genetica umana dell'ospedale Galliera di Genova, diretto dal dottor Domenico Coviello. La nuova variante è già stata portata a conoscenza della comunità scientifica internazionale ed è già stata ufficialmente riconosciuta, sia in Europa con l’inserimento nel Database of human hemoglobin variants and thalassemias (HbVar) presso l’Inserm (Istituto di sanità e ricerca medica francecse) nell’Hôpital Henri Mondor a Creteil (Francia) sia a livello mondiale con la registrazione negli Stati Uniti nel database nel Boston University Medical Center.

“L’importanza della scoperta nasce dalla caratteristica della variante – sottolinea il dottor Livio Caberlotto, primario della Medicina di laboratorio - si presenta, infatti, ‘silente’, ma in associazione ad altri difetti può indurre errori diagnostici. La scoperta di tale difetto emoglobinico si deve alla dottoressa Giuseppina Barberio, che con grande competenza dirige il settore delle emoglobinopatie del laboratorio”.

“A distanza di otto anni dalla scoperta della variante denominata Emoglobina “Treviso sempre ad opera della dottoressa Barberio,, viene scoperta nella popolazione trevigiana un’altra variante – pone l’accento il direttore generale Francesco Benazzi - . Mi congratulo vivamente con lei in particolare e con tutta l’equipe guidata dal dottor Caberlotto per l’importante traguardi di ricerca che hanno raggiunto. Ma li ringrazio anche perché questa non è una ricerca fine a se stessa ma un’ulteriore arma a vantaggio dei cittadini. Queste identificazioni, fatte dalla Medicina di laboratorio dell’ospedale di Treviso, infatti, sono il segno di un’elevata professionalità raggiunta nella diagnostica delle emoglobinopatie: l’accurata diagnosi dei difetti emoglobinici è un elemento essenziale per un’efficace prevenzione delle malattie correlate a questi difetti”.

(Fonte e foto: Ulss 2).
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