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Comune di Valdobbiadene -


Valdobbiadene Giancarlo Follador e Luca NardiUn progetto epistolare da condividere con la cognata profuga a Como, trasformatosi in un vero e proprio diario famigliare a causa della chiusura degli uffici postali nei territori occupati, che racconta le tragiche vicende della Grande Guerra nel terribile “Anno della fame” fra l’ottobre 1917 e il novembre 1918.

Uno spaccato, lucido e raffinato, su tutto il Quartier del Piave, che restituisce una testimonianza preziosa sulla tristezza che solo cento anni fa abitava il nostro territorio. Ma anche un tema attualissimo come quello del profugato, quando i migranti valdobbiadenesi furono respinti e odiati senza riuscire a integrarsi con le comunità del Vittoriese, mentre in Friuli poterono lavorare la terra dei residenti in cambio di cibo e di un tetto.

C’è tutto questo e molto altro nel libro “Quando senza polenta si moriva di fame”,  il diario della valdobbiadenese Caterina Arrigoni presentato a Valdobbiadene venerdì sera in un gremito auditorium "Celestino Piva".

La pubblicazione, finanziata dalla Regione Veneto nell'ambito del programma per le commemorazioni del centenario della Grande Guerra, è stata curata dagli storici Giancarlo Follador e Luca Nardi (nella foto sopra)  in collaborazione con il Comune di Valdobbiadene e con gli eredi bellunesi della famiglia Arrigoni, capaci di custodire per un secolo il manoscritto originale del diario.

Valdobbiadene Arrigoni platea
Uno dei manoscritti originali, per meglio dire, in quanto la pubblicazione integrale che appare nel libro presentato venerdì si pone in maniera completamente diversa da quella curata nel 1994 da Follador in “Cara Pierina”  (un’edizione di lusso sostenuta dalla Banca popolare "Celestino Piva" di Valdobbiadene e rimasta nei cassetti in quanto destinata esclusivamente ai soci dell’istituto di credito). Questo perché, dal 1918 in poi, l’Arrigoni continuò a rielaborare il suo diario per quasi trent’anni aggiungendo testimonianze postume e ricordi.

 

Dopo un anno di lavoro, quindi, grazie all’opera di riadattamento ortografico del manoscritto a cura di Nardi e Follador, il nuovo volume si presenta oggi come il diario integrale e più completo di Caterina, più unico che raro per tematiche e periodo storico in quanto scritto da una donna.


La serata di presentazione, oltre alla presenza dei curatori e degli eredi della famiglia Arrigoni, è stata arricchita dalle letture del gruppo Vocidistorie della biblioteca comunale e dai canti del Coro Ana Cesen.


(Fonte: Gianluca Renosto © Qdpnews.it).
(Foto e video ® riproduzione riservata Qdpnews.it).
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