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venerdì 26 maggio 2017 - ORE 05:42
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Categoria: Vidor


Farra via Scandolere cervo 3“Sono anni che chiediamo alla Provincia di intervenire, ma le cose non sono ancora cambiate”. Sono ben chiare le cause dell’aumento degli animali investiti negli ultimi tempi nel Quartier del Piave e nella Vallata del Soligo, per i cacciatori della riserva alpina 22 di Vidor.


“Il problema è che tutta l’area dei Palù è una Zona di ripopolamento e cattura  (Zrc), dove gli animali non possono essere cacciati - spiega Manuel Tessaro, presidente della riserva vidorese - In questo modo, però, per raggiungere la zona di sicurezza devono attraversare le strade che li separano dai boschi e dalle colline, con tutti i rischi che ne conseguono”.

L’area dei Palù (nell'immagine sotto, in rosso)  si trova nel centro geografico del Quartier del Piave, compresa tra i Comuni di Farra di Soligo, Moriago della Battaglia, Sernaglia della Battaglia e Vidor, ed è il risultato della bonifica medievale di un’area paludosa ad opera dei frati dell’abbazia di Santa Bona.

Il Quartier del Piave è una pianura circondata dai colli a nord e ad est e chiusa dal fiume Piave a sud e ovest, con i centri abitati che si dispongono lungo il limitare di questi confini naturali: gli animali, dunque, per raggiungere i boschi devono per forza attraversare le fasce "urbane" di questo territorio.

Quartier del Piave palu
Finché il numero della fauna selvatica è rimasto contenuto non ci sono stati gravi problemi, ma ora sembra che sia in aumento, come testimonierebbero gli ultimi incidenti avvenuti in via Scandolera (nella foto in alto, sull'asfalto le tracce lasciate da un cervo investito),  la strada che corre al margine delle colline fra Farra di Soligo e Vidor. “In tre settimane sono stati investiti cinque animali: due lepri, due caprioli e un cervo, senza considerare quelli non segnalati - conferma Tessaro - Basterebbe spostare la Zrc più in alto, ad esempio nell’area delle colline fra il centro di Vidor e Colbertaldo. Per le lepri, inoltre, sarebbe un habitat migliore, dato che i Palù sono un ambiente troppo umido per loro”.


Ma perché fino a questo momento le richieste dei cacciatori non sarebbero state ascoltate? “Ho scritto alla Provincia nel 2005 e nel 2010 - ripercorre Tessaro - Pare che vogliano mantenere la Zrc nel Palù per motivi di tutela dell’area, ma in realtà la protezione dell'ambiente naturale non c'entra con la caccia. Il Montello, ad esempio, è una Zona a Protezione Speciale,  ma la caccia, con tutte le limitazioni del caso, si può praticare lo stesso”.

(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it e Google Maps).
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