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Comune di Vidor -


Perché solo a noi? E’ questo il succo della lettera che la Vidori servizi ambientali, specializzata nel trattamento e smaltimento di rifiuti industriali, ha inviato a tutti i componenti del consiglio comunale di Vidor, dopo la bocciatura della maggioranza sul trasferimento della ditta in una nuova area. Una copia della missiva, inoltre, è stata pubblicata da uno dei proprietari anche su Facebook, sulla pagina "Sei di Vidor e Colbertaldo se".


L’ente di piazza Zadra era chiamato solo a esprimersi sulla faccenda, dato che il giudizio finale spetta alla Regione Veneto e alla Conferenza di servizi. Il no dall’assemblea cittadina, pertanto, non è vincolante, ma sicuramente avrà peso sulla decisione finale.


La vicenda ha inizio nel 2015: in breve, l’azienda vorrebbe realizzare una nuova sede (nei render sotto) in un lotto di terreno agricolo di sua proprietà (ora è in affitto) al confine con l’area industriale di Bosco, poco distante dallo stabilimento attuale, mentre la giunta comunale è sempre stata contraria perché considera l’operazione una forzatura urbanistica, nonché possibile causa di una serie di disagi legati alla nuova viabilità che ne deriverebbe. Il Comune non è contrario al progetto in sé, quanto al luogo in cui dovrebbe sorgere la nuova Vidori, e ha sempre auspicato che la ditta scelga il traserimento in un lotto all’interno della zona industriale.

Vidor Vidori render mappa
Già due anni fa la discussione era entrata nel vivo, ma si era fermata dopo la decisione della Vidori di modificare il progetto originario, presentato di nuovo alla cittadinanza lo scorso 13 giugno.


Anzitutto si rende per noi ancora doveroso smentire l’affermazione che a Vidor vi siano terreni liberi nell’area industriale - si legge nella lettera inviata ai consiglieri (clicca qui per l'originale) - Se è pur vero che nel nostro Comune vi sono terreni non edificati, questo non significa che ci siano terreni liberi e ciò anche a causa delle scelte e quindi responsabilità del Comune. Ebbene abbiamo cercato terreni idonei alle nostre necessità in zona industriale a Vidor, ma purtroppo allo stato non ve ne sono. Se il sindaco o qualche consigliere comunale può smentirci su tali fatti saremo ben lieti di prendere in considerazione qualche valida soluzione”.


E’ argomento puramente demagogico - prosegue la missiva - voler affermare che vi sarebbero odori molesti provenienti dallo stabilimento. La nostra attività è soggetta ad un Piano di monitoraggio e controllo approvato dalla Regione Veneto e realizzato da consulenti indipendenti che rilasciano una relazione semestrale (comprensiva delle analisi dell’aria nei pressi dello stabilimento), che mai ha evidenziato emissioni maleodoranti dallo stabilimento Vidori".


Infine, non si può tacere dell’amaro in bocca che lascia apprendere che il Comune di Pieve di Soligo, da un lato delibera la sua solidarietà al Comune di Vidor, come altri del Quartier del Piave, per la salvaguardia del territorio contro ogni iniziativa che contribuisca ad un ulteriore consumo di suolo agricolo, dall’altro conceda ampliamenti di attività industriali in zona agricola per ben 25 mila metri quadri. Forse che vi sia un pregiudizio, del tutto disinformato, tra attività industriali ritenute più comuni ed altre considerate più “scomode”? Forse l’occuparsi della corretta gestione dei rifiuti prodotti da tutte le aziende non sia considerata attività altrettanto importante e necessaria?

Vidor Vidori render
Quest'ultimo passaggio si riferisce alla solidarietà incassata dalla giunta vidorese da parte di alcuni Comuni limitrofi e sulla decisione del Comune di Pieve di Soligo di concedere alla Battistella Company la realizzazione un'area espositiva su un terreno agricolo limitrofo allo stabilimento della Baco, nella zona industriale pievigina.  

“Esiste un piano d’area condiviso dai Comuni del Quartier del Piave, che sposa una certa impostazione - entra nel merito Filippo Antonello (nella foto), amministratore delegato della Vidori servizi ambientali - Con questa lettera, abbiamo voluto ribadire come ci sembra che altri Comuni assumano atteggiamenti diversi nei confronti delle proprie aziende, mentre per noi la cosa avvenga in senso opposto. Ciò lascia pensare che vi sia una sorta di prevenzione nei nostri confronti”.

Ancora una volta l'accordo tra le parti appare irrangiungibile. Ad ogni modo, a decidere chi tra i due contendenti l’avrà vinta saranno la Regione Veneto e la Conferenza di servizi. “Sono in scadenza ora i 60 giorni per presentare le osservazioni al progetto - riporta Antonello - Dopodiché si terranno una serie di riunioni istruttorie, in cui verranno formulate le controdeduzioni. Il procedimento della Valutazione di impatto ambientale (Via) non si concluderà prima della primaverà 2018, poi sul progetto e l’autorizzazione si esprimerà la Conferenza di servizi, entro 90 giorni. Verosimilmente, per l’estate del 2018 dovremmo ricevere la risposta definitiva”.

(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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