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Comune di Vidor -


“Se riuscissimo ad aprire nel giro di una settimana sarei ottimista per quanto riguarda la nostra capacità di riprenderci e ripartire. Diversamente, se passasse un mese o più tempo, le cose diventerebbero molto più complicate”.


E’ questa la valutazione di Filippo Antonello (nella foto),  amministratore delegato della Vidori servizi ambientali di Vidor, a distanza di 27 giorni dall’incendio che ha colpito l’azienda specializzata nel trattamento di rifiuti industriali. La metà dello stabilimento aggredita dalle fiamme è stata posta sotto sequestro - si sono già svolti due sopralluoghi da parte dei periti del tribunale e di parte - mentre l’altra è sottoposta ad un’ordinanza di inagibilità emessa dal Comune di Vidor.

La ditta, dopo aver disposto una perizia strutturale dall'esito positivo, ha inviato la richiesta di revoca dell’ordinanza al municipio di piazza Zadra, che a sua volta si è rivolto a Vigili del fuoco, azienda sanitaria, Arpav e Ats per avere un parere tecnico, chiedendo di ricevere una risposta entro i prossimi cinque giorni.

Vidor Vidori Incendio 169

 

“Il mio auspicio è che la situazione si possa sbloccare già a partire dalla prossima settimana - prosegue Antonello - La metà dello stabilimento scampata alle fiamme è la più ampia in termini di capacità di stoccaggio e di codici di trattamento rifiuti, il che ci consentirebbe di ripartire in tempi rapidi. Il problema è proprio legato alle tempistiche: più i giorni passano e più fatichiamo a tenerci legata la clientela. In questo momento stanno lavorando solo i commerciali e un paio di autisti con i mezzi che si sono salvati dall’incendio, occupati in lavori di intermediazione, ma più di 30 dipendenti sono a casa in attesa di conoscere il loro futuro. Per loro abbiamo già sottoscritto un accordo sindacale per l’attivazione del Fondo di integrazione salariale, ma sono cifre distanti da quelle di uno stipendio vero e proprio”.


I dipendenti della Vidori hanno fatto sentire la propria voce lo scorso venerdì 1 settembre, in occasione del consiglio comunale pubblico organizzato al centro polifunzionale di Vidor, presentandosi alla serata con addosso una maglietta bianca recante la scritta “Vogliamo lavorare” (nella foto sotto).

Vidor Consiglio comunale Vidori D
Mentre i vertici della Vidori servizi ambientali e il Comune sono impegnati nel far ripartire al più presto l’attività in piena sicurezza, un gruppo di cittadini ha organizzato una raccolta di firme contro il trasferimento dell’azienda in un nuovo stabilimento, che sorgerebbe in un terreno agricolo adiacente alla zona industriale di Vidor, poco distante da quello attuale.


Prima dell’incendio la Vidori era stata al centro del dibattito nel paese proprio per questo motivo, dato che il progetto ha sempre ricevuto il parere contrario del sindaco Albino Cordiali, anche se la decisione definitiva spetta alla Regione. Circa quindici cittadini si stanno muovendo per creare un comitato e per ora le firme raccolte sarebbero circa 500, una stima parziale e destinata crescere, almeno stando a quanto riferito dagli stessi organizzatori. Per un motivo o per un altro, insomma, la Vidori servizi ambientali continua a destare l'attenzione di cittadini e istituzioni. 

(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
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