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Comune di: Vittorio Veneto


Riceviamo dalla Sinistra Italiana - Circolo di Vittorio Veneto il testo di una lettera aperta inoltrata ai consiglieri comunali riguardo alle proposte di delibere all'ordine del giorno del prossimo consiglio comunale e pubblichiamo:

Nelle delibere relative a Piazza Meschio (nella foto sotto) e a Villa Papadopoli (nella foto sopra) all’ordine del giorno del consiglio comunale del 19 luglio 2017 ci sono molte (troppe?) cose non dette e sulle quali ci rivolgiamo a voi per chiedere chiarezza.

Piazza Meschio
1) La delibera non impegna il Comune a escutere immediatamente la polizza di fidejussione (atto citato fra i possibili, ma non da assumersi in via obbligatoria e prioritaria).
La Giunta teme che l’assicurazione possa aprire un contenzioso affermando che il progetto realizzato è diverso da quello assicurato e il percorso ha avuto qualche problema? Se fosse così, allora, il sindaco dica ai cittadini quali sono stati questi intoppi e come/quando si sono verificati.
2) I lavori della piazza sono finanziati anche dalle entrate derivanti dalla realizzazione del supermercato dell’area Tonon (a fianco Cadoro).
Siccome il consiglio comunale non ha approvato la variante, e siccome vogliamo escludere che in questa amministrazione ci sia un’area grigia dove si fanno accordi extra-istituzionali, nei fatti questa delibera propone di finanziare i lavori della piazza con entrate non certe.
Vi chiediamo di emendare le delibere interessate per introdurre coperture sicure.
3) Visto che adesso si propone di realizzare direttamente i lavori della piazza, la giunta spieghi perché ha perso due anni tentando accordi più o meno penalizzanti per la città e tutti falliti (per evitare che qualche malpensante possa fare collegamenti con fatti recenti).

ICM e Villa Papadopoli
La delibera è un esempio di come le parole possano essere usate non per comunicare, ma per nascondere. A partire dal titolo, che esplicita solo una parte del deliberato. I consiglieri infatti, oltre a approvare i 200 posti (come scritto), sono chiamati a impegnarsi ad assumere “le determinazioni urbanistiche e patrimoniali che si renderanno necessarie” per “destinare allo scopo” “l’immobile di proprietà comunale”, cioè a cedere al Cesana la villa Papadopoli e a fare il relativo Pua.

Vittorio Piazza Meschio 2016

Questo avviene in assenza di informazioni importanti, in quanto:
1) Non si specifica con la dovuta chiarezza che i “200 posti per non autosufficienti e disabili” sono tutti “a libero mercato”, cioè a spese tutte a carico degli ospiti, con un costo minimo mensile di circa 3.200 euro (vedi studio Ernst&Young, pag. 14).
Nella delibera si parla di 68 richieste di questo tipo pervenute al Cesana dal 1/1/2016 al 31/12/2017 (?) e 80 nei primi 6 mesi del 2017. A parte il pasticcio di date, c’è da chiedersi se tali richieste siano frutto di libera scelta o imposte dal taglio delle impegnative da parte della Regione, che va a nostro avviso contestato con forza sul piano politico e sindacale. Inoltre resta un dubbio: chi può godere di tali pensioni (escludiamo impiegati, operai, insegnanti, infermieri, commessi, piccoli artigiani e commercianti….), non preferirebbe rimanere a casa propria con assistenti domiciliari?
2) Non si specifica quale è il prezzo di acquisto da parte del Cesana e se c’è un prezzo di acquisto, oppure se la cessione avverrà gratis o quasi;
3) Non si sa se la proprietà del Parco resterà pubblica o se se si garantisce solo, come da delibera, la “fruibilità pubblica” (a ore? a giorni? in occasioni speciali?);
4) non si sa se l’area Rossi resterà al Comune (in questo caso il Comune farà i parcheggi per il Cesana?).


Inoltre, considerato che Villa Papadopoli fa parte del patrimonio storico della città e che la Casa di Riposo è un irrinunciabile bene sociale, e visto che il Consiglio Comunale ha il dovere di tutelarle entrambe e in particolare di mantenere e migliorare qualità e accessibilità (anche economica,vedi contenimento delle rette) del Cesana, a nostro avviso va richiesto al Cda in via preventiva un progetto imprenditoriale che garantisca gli equilibri di bilancio (anche in vista di possibili prestiti da parte di banche), scongiurando ogni rischio di possibili problemi futuri.
In particolare, vanno verificate:
- La compatibilità economica delle enormi spese cui dovrà ricorrere il Cesana per ristrutturare villa Papadopoli (10 milioni secondo la stampa), tenuto conto che secondo Ernst&Young (pag.28), il Cesana nel 2015 aveva circa 3,2 milioni di disponibilità liquide, 1,7 milioni di crediti e rimanenze, 3,3 milioni di debiti complessivi, 13,4 milioni di immobilizzazioni finanziarie.
- La garanzia che il Cesana e Villa Papadopoli non vengano privatizzate in seguito. Infatti c’è chi parla di possibili collaborazioni con privati (project financing?). Ricordiamo inoltre che la privatizzazione delle Ipab è contenuta nella proposta di Legge Regionale Zaia ed è già una realtà in Lombardia.
In ogni caso, tutti sappiamo che il Cesana è autonomo (risponde solo alla Regione e al suo bilancio) e che, una volta acquisita, della Villa potrà fare quello che vuole. Tanto più che nella delibera in questione non vi è nessuna clausola che preveda esplicitamente l’utilizzo obbligato e perpetuo per anziani non autosufficienti della Villa che con questa delibera si decide di cedere.

Ringraziandovi per l’attenzione, vi auguriamo buon lavoro

Sinistra Italiana - Circolo di Vittorio Veneto

 
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