Ieri, domenica 10 settembre, primo giorno di sciopero della fame indetto in primis dagli ambientalisti Vittorio “Toio” De Savorgnani e Michele Boato contro la privatizzazione del Cansiglio. Da sempre attivi a favore della difesa del Cansiglio, è almeno dall’anno scorso con una festa popolare che i due si interessano alla proposta di vendere l’ex Hotel San Marco a investitori privati.

Recentemente il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha confermato la cessione dell’edificio, che ora si trova in condizioni precarie e per cui c’è un nuovo bando di vendita all’asta che parte da circa 600 mila euro. Con il perseverare della proposta di vendita, quindi, De Savorgnani, esponente dell’associazione Mountain Wilderness, e Michele Boato, hanno dato il via a una protesta che, per quanto non violenta e di natura gandhiana, è forte di impatto: lo sciopero della fame, a cui hanno aderito anche altri ambientalisti a favore della causa.

Ciò che viene denunciato è che, qualora il San Marco fosse messo in mano ai privati, questo sarebbe solo l’inizio e che altri luoghi della piana, come il Rifugio Sant’Osvaldo, subirebbero lo stesso trattamento e a pagarne sarebbe solo il Cansiglio con un costo ambientale molto alto e uno sfruttamento economico che lederebbe la natura della foresta.

(Fonte: Francesca Rusalen © Qdpnews.it).
(Foto: Telebelluno).
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