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lunedì 25 settembre 2017 - ORE 08:20
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Categoria: Vittorio Veneto


È iniziato lo scorso sabato 9 settembre il digiuno di protesta contro la privatizzazione dell’hotel San Marco nella foresta del Cansiglio, promosso dagli ambientalisti Vittorio "Toio" De Savorgnani (nella foto), esponente dell’associazione Mountain Wilderness, e Michele Boato, fondatore dell’Ecoistituto del Veneto “Langer”.


Al digiuno hanno aderito finora, anche solo per alcuni giorni, circa una sessantina di persone, sostenitori della causa. Secondo questo gruppo di protesta vendere all’asta l’ex hotel in Pian Cansiglio significherebbe dare inizio a una lunga serie di privatizzazioni o cessioni, che svaluterebbero l’ecosistema a favore di un’economia poco attenta alla biodiversità e alla tutela del paesaggio. “Il Cansiglio è definito legislativamente foresta inalienabile, noi vogliamo che rimanga tale: il Cansiglio non va venduto”, rimarca Toio De Savorgnani.

Durante l’ultimo giorno di sciopero, domenica 17 settembre alle ore 9.30, si terrà il raduno-festa per quanti vorranno aggregarsi, con escursione nella foresta e ai grandi alberi. Con questa occasione si potrà porre all’attenzione anche un’altra questione importante, ovvero quella dei molti "patriarchi" del Cansiglio: nella gestione del bosco, infatti, è contemplata solo in parte la questione dei grandi alberi.

“Chiediamo che non siano considerati legna da taglio, ma un valore aggiunto alla foresta fondamentale e ne chiediamo la tutela”, afferma con decisione De Savorgnani. Ma le questioni non finiscono qui, perché sempre De Savorgnani afferma che ci sarebbe un imprenditore interessato da due anni a ristrutturare l’Hotel a proprie spese, per gestirlo qualche anno in cambio di una concessione in affitto e poi restituirlo, ma a quanto pare che non sarebbe ancora stato ascoltato in Regione.

La questione è sicuramente complessa, ma per le tante associazioni ambientaliste e le persone che hanno aderito alla protesta una cosa è certa: la storia e la biodiversità del Cansiglio sono patrimonio da tutelare al di là dello sfruttamento economico. “In Cansiglio c’è già economia ma non c’è speculazione, ossia la mira al guadagno più alto possibile anche al costo di sacrifici ambientali”.

(Fonte: Francesca Rusalen © Qdpnews.it).
(Foto e video: Qdpnews.it ® riproduzione riservata).
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