Quale altro modo per celebrare un compositore se non eseguendo la sua opera migliore? A ricevere gli onori lo scorso lunedì 14 maggio nel duomo di Pieve di Soligo è stata la figura di don Mansueto Viezzer, sacerdote e musicista scomparso ormai nove anni fa, omaggiato da parte di 150 esecutori tra coro, orchestra, quartetto vocale e organo, guidati dal maestro e amico Carlo Rebeschini.

Un momento importante per le comunità di Pieve di Soligo, dove don Mansueto trascorse gli ultimi anni della sua vita, e Soligo, il paese che gli diede i natali al quale fu sempre molto legato, con la chiesa gremita di autorità, vecchi amici, appassionati e semplici curiosi giunti ad ascoltare la Passio Domini nostri Jesu Christi, considerata la sua opera più importante, suonata per la prima volta nell’abbazia di Follina nel 1982.

“Come ex allievi, interpreti e amici di don Mansueto abbiamo sentito il desiderio di riunirci attorno al suo ricordo, che non è un semplice ricordo biografico, ma vuole essere soprattutto un ricordo musicale - spiega Elena Filini, dell’Associazione Mansueto Viezzer - La nostra azione principale è stata quella di catalogare tutta l’opera di don Mansueto e renderla digitale, per custodirla e tramandarla alle prossime generazioni”.

“Mansueto Viezzer è stato uno dei massimi esponenti della nostra cultura locale, una figura che ha reso grande il nome di Pieve di Soligo nel mondo - dichiara l’assessore alla cultura di Pieve di Soligo, Elena Bigliardi - La sua opera, per valore ed ingegno, va posta accanto a quella di altri pievigini illustri come il poeta Andrea Zanzotto e la cantante lirica Toti Dal Monte”.

“Senz’altro è emozionante dirigere quest’oratorio: in ogni battuta, in ogni episodio e in ogni dramma contenuto c’è una suggestione particolare legata alla partitura e al ricordo bellissimo che c’è del maestro Viezzer - racconta il maestro Carlo Rebeschini - E’ un bellissimo connubio tra il dramma della Passione e ciò che rimane nei ricordi di un giovane, al quale queste immagini poetiche e suggestioni così forti e violente sono rimaste impresse nelle memoria”.

Non ha potuto partecipare alla serata, invece, il sindaco Stefano Soldan, fra coloro che hanno speso più energie, impegno ed interesse nell’organizzazione del concerto.


(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
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