Il centro culturale islamico Emanet di Susegana ancora al centro del dibattito tra maggioranza e opposizione, dopo l'abbandono del consiglio comunale lo scorso 28 marzo da parte dei componenti di Susegana Libera (nella foto sopra), insoddisfatti della risposta all'interpellanza presentata dal loro consigliere Carlo Giacomo Granzotto. 

L'attenzione della minoranza al centro islamico, che ha sede nella zona industriale suseganese, risale allo scorso gennaio, quando due cittadicini macedoni che frequentavano quel luogo di preghiera furono espulsi per contatti con il terrorismo islamico. Da quell'episodio, provegono le richieste di maggior controllo sull'attività di Emenet rivolte all'amministrazione comunale. 

Secondo il gruppo d'opposizione, infatti, “dopo mesi di attesa per ricevere la documentazione e le risposte richieste, emerge che la moschea, pur essendo luogo di aggregazione ed associazione, manca dei requisiti per poter assurgere a tale utilizzo. Infatti il certificato di agibilità dell’immobile, del luglio 2016, destina lo stesso ad un utilizzo esclusivamente di tipo “artigianale e magazzino”.

“In aggiunta - prosegue Susegana Libera - un sopralluogo della polizia municipale del 26 aprile 2018 ha confermato la necessità di adeguare la struttura con una serie di adempimenti, pena la possibile sospensione dell’attività per l’assenza dei requisiti minimi di legge. Emanet è quindi fuorilegge. Siamo quindi di fronte ad un’omissione della necessaria vigilanza da parte di questa amministrazione su un luogo di associazione di centinaia di persone”.

“Era successa la stessa cosa con l’oratorio di Ponte della Priula qualche mese fa, solo che in quel caso il Comune è intervenuto negando l’agibilità - aggiunge il consigliere di Susegana Libera Maurizio Trentin - Viene da pensare, dunque, che ci sia stato un orientamento diverso nei confronti della parrocchia e del centro culturale islamico”.

Susegana Vincenza Scarpa
Diversa, invece, la versione presentata dal sindaco Vincenza Scarpa (nella foto). “Non è assolutamente vero che il centro Emanet è fuorilegge - assicura la prima cittadina - Qualche mese fa si sono trasferiti nella nuova sede e il sopralluogo della Polizia locale è avvenuto dopo che loro stessi ci hanno segnalato il trasferimento. Dal punto di vista urbanistico, Emanet è pienamente in regola: si tratta di un circolo privato che ha il diritto di avere la propria sede in quel luogo e nei prossimi mesi concluderanno tutti i normali adempimenti necessari dopo il nostro controllo, che è avvenuto perché sono stati loro a contattarci”.

“Non si tratta di una moschea, ma di un circolo privato, all’interno del quale è previsto che si possa anche pregare - spiega il sindaco Scarpa - La differenza sta nella dimensione: al massimo, per legge, possono ospitare 98 persone, nel caso invece l’edificio superasse questi numeri il centro allora andrebbe trattato come un luogo di culto, con adempimenti differenti, ma ad ora rientra tutto nella norma”.

“Il caso dell’oratorio della parrocchia di Ponte della Priula è completamente diverso - prosegue Vincenza Scarpa - E’ stata la parrocchia stessa a voler sistemare la situazione della sala che utilizzano come auditorium, rivolgendosi ai Vigili del fuoco, che dopo il sopralluogo dello scorso agosto hanno certificato diverse irregolarità. La parrocchia ha deciso, pertanto, di tenere chiuso il locale fino a che non verrà messo a norma e si tratta di una decisione della parrocchia nella quale il Comune non è entrato minimamente, se non limitandosi a ricevere le comunicazioni previste per legge”.

“Tutto ciò che affermo è verificabile ed è confermato dai documenti", chiude Vincenza Scarpa, che poi avverte: "Se la minoranza proseguirà ad affermare cose non vere, saremo costretti allora a procedere per via legali”.

(Fonte: Edoardo Munari © Qdpnews.it).
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