adv spa

adv spa

CarraroConcessionaria

adv spa

 

adv spa

adv spa

Posta a giorni alterni, l'Associazione dei Comuni Trevigiani alla Regione: "Convocare subito il Tavolo"

Questa volta sembra quella buona. O la cattiva, dipende dai punti di vista. Anche la Marca si piega all'entrata in vigore della consegna della posta a giorni alterni. Nello specifico, dal prossimo aprile, i Comuni dell'alto trevigiano interessati dalla riorganizzazione del servizio - come si apprende in un documento diramato da Poste Italiane - saranno Cison di Valmarino, Follina, Fregona, Miane, Revine Lago, Sarmede, Segusino, Tarzo e Valdobbiadene.

La consegna avverrà a giorni lavorativi alterni, dal lunedì al venerdì, su base bisettimanale (lunedì, mercoledì e venerdì nella prima settimana; martedì e giovedì nella settimana successiva). "Quando si colpisce il servizio postale, si ferisce qualcosa di più di un servizio essenziale alla popolazione - affonda Mariarosa Barazza (nella foto sotto),  presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana e da poche settimane anche referente regionale per l’Anci Veneto dei piccoli Comuni - Si dà un colpo mortale a molte piccole comunità dove la Posta resta spesso l’ultimo presidio sociale attivo. Volete far morire i piccoli centri? Allora togliete pure il servizio postale!".

"Se Poste Italiane Spa pensa che la riduzione del servizio di consegna della corrispondenza in 25 Comuni trevigiani sia l’anticamera per un nuovo tentativo di chiusura degli sportelli postali periferici, ricordo all’azienda che ci ha già provato nel 2015 su 13 Comuni della nostra provincia e ha dovuto fare un passo indietro perché il Tar ha dato ragione al nostro ricorso - rincara Barazza - Per l’Associazione Comuni della Marca Trevigiana è essenziale che venga garantito il servizio postale e continuerà quindi a dare battaglia contro ogni tentativo arbitrario, immotivato, non concertato di chiusura".

Cappella Maria Rosa Barazza

La Barazza questa mattina ha preso subito carta e penna in mano per scrivere alla Regione Veneto, nella persona di Manuela Lanzarin, assessore alle politiche sociali, chiedendole di riattivare immediatamente il Tavolo di confronto regionale in materia, al quale partecipa l’Associazione dei Comuni. Tavolo aperto proprio per discutere della fase di sperimentazione e di riorganizzazione concernente anche i servizi aggiuntivi come proposto da Poste.

"Il Tavolo è fermo da un anno e, a fronte di questi nuovi fatti preoccupanti, va convocato subito – puntualizza la presidente dell’Associazione Comuni della Marca Trevigiana - Rimango sconcertata dal modus operandi di Poste Italiane: queste decisioni prese senza nessun confronto con il territorio indicano ancora una volta la mancata consapevolezza dell’azienda che quello che ha in gestione è prima di tutto un servizio pubblico, non un business privato. Sembra che ogni tanto se lo dimentichi, e noi siamo qui per rammentarglielo: le decisioni che riguardano il territorio non devono mai più essere calate sulla testa dei sindaci senza che nessuno si sia preso la briga di informarli. È una modalità non seria e poco corretta sul piano dei rapporti istituzionali".

Nella missiva, inviata questa mattina, si evidenzia che: "Se deve esserci un processo di riorganizzazione anche della consegna della corrispondenza cartacea non si può non tenere conto che l’erogazione del servizio pubblico deve avvenire in modo continuativo ed efficace soprattutto a favore delle fasce più deboli della popolazione".

Nel 2016 Poste Spa aveva perso il ricorso, proposto da 12 Comuni trevigiani sui 13 nei quali era prevista la chiusura arbitraria di un ufficio postale periferico, proprio in base al fatto che non era stata fatta un’accurata istruttoria, "comprensiva anche della fase di necessaria interlocuzione con gli enti locali interessati, e richiede una motivazione idonea a dar conto, oltre che degli esiti di detta interlocuzione, anche delle specificità della situazione locale, risultando al tal fine insufficiente sia un rinvio generico e standardizzato ad atti quali il piano di intervento". Così si legge nelle motivazioni della sentenza 6712/2016 del Tar del Lazio.

Grazie all’impugnazione fatta nel 2016 per conto dei Comuni di Borso del Grappa, Codognè, Follina, Fonte, Giavera del Montello, Godega di Sant’Urbano, Maserada sul Piave, Nervesa della Battaglia, San Zenone degli Ezzelini, Sarmede, Valdobbiadene e Vedelago, e coordinata dall’Associazioni Comuni della Marca Trevigiana, sono rimasti aperti gli sportelli postali di Semonzo, Cimetta, Valmareno, Fonte Alto, Santi Angeli, Pianzano, Candelù, Bavaria, Ca’ Rainati, Montaner, San Pietro in Barbozza e Cavasagra.

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: archivio Qdpnews.it).
#Qdpnews.it

Print Friendly, PDF & Email
0
0
0
s2smodern

skin link