“Droni e robot sono il futuro dell’agricoltura”. Conclusa l’edizione di “Vite in Campo”

Si è chiusa con successo la sesta edizione di Vite in Campo, l’evento itinerante dedicato all’innovazione in viticoltura che quest’anno ha richiamato circa un migliaio di partecipanti presso l’azienda agricola Conte Collalto di Susegana. Al centro dell’attenzione, in particolare nella seconda giornata, le nuove frontiere tecnologiche dell’agricoltura: droni e robot intelligenti.

Attualmente nella Marca Trevigiana sono quattro le aziende che utilizzano droni, soprattutto in vigneti in forte pendenza a rischio abbandono, mentre una sola impiega un robot agricolo di ultima generazione. Ma secondo gli organizzatori, è solo l’inizio di una rivoluzione già in corso.

Durante il taglio del nastro, il presidente di Condifesa TVB Valerio Nadal ha sottolineato: “Oggi ci sono cento macchine innovative in funzione, difficilmente visibili tutte insieme nel nostro territorio. Questa è una fiera che parla, che informa, che si muove e che vuole risolvere problemi concreti degli agricoltori: sicurezza, sostenibilità e carenza di manodopera. Oggi abbiamo macchine che lavorano anche di notte: questo è il futuro”.

Non è mancato un riferimento all’attuale crisi climatica: “L’emergenza climatica è una delle grandi sfide del settore agricolo. Il viticoltore deve oggi gestire eventi atmosferici estremi e le relative conseguenze sulla fisiologia della vite. Servono soluzioni sostenibili, con politiche comunitarie attente all’ambiente e con consumatori sempre più esigenti”.

Alla cerimonia d’apertura erano presenti anche il consigliere regionale Roberto Bet, gli assessori Adriano Toffoli (Susegana) e Dario Yuri (Conegliano), Gianluca Fregolent di Veneto Agricoltura, Silvio Barbon (Confagricoltura) e Salvatore Feletti (Cia).

Tra le principali novità presentate, spicca un robot autonomo capace di effettuare diverse lavorazioni tra i filari, come la trinciatura dell’erba, la cimatura e la difesa fitosanitaria. Dotato di sensori intelligenti, si arresta automaticamente in presenza di ostacoli, persone o animali. Operativo 24 ore su 24, ha un costo di partenza di 250mila euro.

Grande interesse anche per i droni, sempre più diffusi nella viticoltura eroica, quella coltivata in zone difficili da raggiungere, dove il rischio di abbandono è elevato. I droni oggi sono impiegati per il monitoraggio della salute delle piante e la distribuzione di concimi e corroboranti, riducendo il rischio di incidenti sul lavoro in zone impervie. Presentato anche il modello Sky53, con autonomia e capacità di carico variabili in base al tipo di utilizzo.

(Autore: Redazione Qdpnews.it)
(Foto: Vite in Campo)
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