Il presidente di Save Enrico Marchi sulle prospettive turistiche del trevigiano: “Ogni mille passeggeri, duemila posti di lavoro”

A caccia di pareri tra le voci più autorevoli dell’imprenditoria veneta incontriamo nel corso del 2020 a Venezia Enrico Marchi, nato a Sernaglia della Battaglia nel 1956, residente a Conegliano e oggi alla guida del gruppo Save, ovvero la società che gestisce gli aeroporti Marco Polo, a Venezia, e Sant’Angelo a Treviso.

Nel suo percorso, partito alla Bocconi, la presidenza attuale non è l’unico risultato degno di nota: l’imprenditore è stato il fondatore di Banca Finint, ha avuto trascorsi da vicepresidente in Antonveneta e Assaeroporti. 

Nonostante gli incarichi da manager a livelli nazionali e internazionali, Marchi pare non abbia mai smesso di pensare alla sua città, Conegliano, e alla sua zona oggi Patrimonio dell’Umanità: da consigliere comunale, a facente parte del progetto “Mecenate Conegliano”, con cui ha ottenuto il cavalierato nel 2020, ritiene ancora prioritaria la valorizzazione del territorio, che passa inevitabilmente anche attraverso il suo settore.

La gestione degli aeroporti di Venezia e Treviso si è dimostrata efficace anche su Verona, dove il bilancio è stato del tutto risollevato e sulla pista cargo di Brescia, dove si attende di poter procedere con progettualità future. Il Marco Polo e il Sant’Angelo sono – a detta dell’imprenditore – lo stesso aeroporto con due piste: il primo è destinato ai network carrier, ai voli internazionali e intercontinentali, mentre il secondo ai voli low cost. “L’orgoglio è di essere l’unico settore che è stato capace di creare un sistema Nord Est” afferma Marchi.

Il presidente risponde con discreto ottimismo alla domanda relativa all’economia veneta, forte della sua esperienza in ambito finanziario: “È un’economia che regge, anche se ci sono alcune aziende che sono state appesantite per complicazioni finanziarie. Stiamo sicuramente affrontando un momento di difficoltà ma si tratta anche di un periodo di transizione, dalla crisi del 2008 a un auspicabile sviluppo.

“Un aeroporto è una precondizione per lo sviluppo del turismo – argomenta, interrogato sul tema delle prospettive turistiche dopo il riconoscimento Unesco e vista “la triade” dei patrimoni, con le Dolomiti, le Colline e Venezia, – e quanto successo a Venezia lo dimostra. I primi anni c’era la paura che Venezia fagocitasse Treviso in questo senso e invece abbiamo dovuto ridimensionare il traffico perché i cittadini si lamentavano della massiva presenza di turisti in città”. 

L’ultimo dato che Enrico Marchi ci lascia nel corso della sua intervista, girata nel 2019 e cancellata dalla programmazione sulla testata Qdpnews.it per l’arrivo del covid e il cambio delle dinamiche aeroportuali, è forse il più semplice parametro da capire per una regione che vuole fare dello sviluppo turistico uno dei suoi più brillanti distintivi: “Pensate che ogni milione di passeggeri crea mille posti di lavoro diretti e quasi altrettanti indiretti”.

(Foto e video: Qdpnews.it © – riproduzione riservata).

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