Cloud, forse meglio stare con i piedi per terra?

Se volete dormire sonni tranquilli e non peggiorare il periodo, assicuratevi di avere backup funzionanti e, se non ci fossero, iniziate a farli.

Quanti si sono mai domandati cos’è veramente il Cloud e ne hanno la concezione fisica, beh sappiate che non sono altro che stanze piene di pc (server per dirla giusta), quindi, come potete ben capire, anche se rispettano tutte le certificazioni possibili, sono potenzialmente vittime di catastrofi naturali o incendi. Mercoledì 10.03.2021 verso le 3 del mattino, a Strasburgo ha preso fuoco uno dei più grandi datacenter europei.

Mi auguro che nessuno dei lettori abbia servizi Cloud su quei server, o peggio, file di vitale importanza.

Se fosse così, probabilmente il passaggio alla zona rossa diventerebbe l’ultimo dei problemi. Ancora oggi l’azienda sta facendo la conta dei danni cercando di capire la mole di dati persi e che non saranno mai più recuperati.

Quello che è successo ha fatto riflettere e in un certo modo ha turbato molte persone, riaprendo un dibattito non indifferente: il Cloud per la mia attività è il futuro da percorrere o no? La domanda richiede ore o giorni di analisi e confronto, magari con un consulente. Però voglio porre una domanda diversa ai lettori: se i vostri dati fossero stati su quei server, sareste stati pronti a ripristinarli nell’arco di qualche ora? Se il server dove sono ora i vostri dati prendesse fuoco, quanto tempo ci vorrebbe per ripartire?

Per queste domande non c’è bisogno di un consulente e nemmeno di molto tempo per rispondere, o si è pronti oppure meglio iniziare a pensare a una soluzione. Infatti, si è scoperto dopo l’accaduto che i clienti pensavano fosse compreso un backup dei dati su macchine esterne, ma in realtà non era così. Il provider in questione ha in previsione rimborsi o “regali” per i clienti, ma secondo voi questi copriranno il costo sostenuto dalle aziende clienti? Io dubito fortemente.

Nelle piccole attività, i classici Word o Excel sono visti come file semplici che non richiedono importanza e di facile ricostruzione, e magari è così. Ma se tutti i Word e gli Excel venissero persi? Quanti euro costerebbe allo studio o all’azienda ripristinare manualmente tutto? Spesso ci si dimentica che creare un file richiede tempo che equivale a un costo, e in un periodo dove i costi vanno razionalizzati non ci si può permettere di rischiare di aumentarli drasticamente.

Uno studio del 2016 ha mostrato che il 20% delle aziende che perdono i dati è costretta a chiudere: questo 5 anni fa. Sicuramente la salvaguardia dei dati non è andata di pari passo con l’utilizzo del digitale nel quotidiano, di conseguenza non mi sorprenderei se un nuovo report oggi portasse la percentuale a un valore più alto.

Quindi, se volete dormire sonni tranquilli e non peggiorare il periodo, assicuratevi di avere i backup funzionanti e, se non ci fossero, iniziate a farli.

Autore: Cristian Zuliani – Sistema Ratio Centro Studi Castelli Srl

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