Cereali e sviluppi

I cereali sono la principale fonte alimentare per l’uomo e conquistano una posizione rilevante anche nell’alimentazione animale. La loro diffusione dipende dall’elevata capacità di adattamento alle diverse condizioni
ambientali e pedoclimatiche, dalla conservazione del prodotto secco, dalla loro elevata digeribilità (grazie alla presenza di amido), dall’alta capacità nutrizionale/organolettica e dalla possibilità di essere consumati tal quali (in
chicchi) o trasformati (in farine, semole, ecc.).

Il nome cereale deriva da Cerere (Ceres in latino), dea romana della terra e della fertilità. Nel mondo romano i cereali hanno rappresentato la principale fonte di cibo per uomini e animali domestici; i tipi più utilizzati erano il grano
e il farro, i più antichi, orzo e farro.

Attualmente i cereali più coltivati sono grano, mais, riso, orzo, segale, avena e farro (monococco, dicocco, spelta) ma anche miglio, sorgo e grano saraceno, in quanto sempre più utilizzati da persone intolleranti al glutine o celiache. Negli ultimi anni a questi cereali si sono aggiunti: kamut (marchio registrato, brevettato e di proprietà americana, semplicemente una variante del grano classico), triticale (ibrido artificiale da segale e grano duro) e pseudocereali quali quinoa, amaranto e teff, facenti parte della famiglia delle Chenopodiaceae e naturalmente privi di glutine, coltivati principalmente in Etiopia, Eritrea e America del Sud.

In molti Paesi in via di sviluppo i cereali rappresentano l’elemento principale nella dieta. Nei Paesi sviluppati la presenza dei cereali nella dieta, seppure inferiore, è comunque molto consistente.

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Autore: Dott.ssa Valentina Giacometti

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