Agricoltura ecosostenibile e paesaggio

  • Economia Verde
  • - 19 Luglio 2019

Un’azienda agricola riduce i costi e vuole essere sostenibile a livello ambientale, ma deve rivolgersi alla Autorità Giudiziaria per difendersi da una burocrazia macchinosa e poco incline alle innovazioni. Questo il caso successivamente esaminato.

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Autore: Avv. Luigi Aloisio 

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Le spezie

  • Economia Verde
  • - 16 Luglio 2019

Le spezie hanno contribuito a ridisegnare il mondo; fu, infatti, proprio l’interesse alla ricerca delle spezie quali la cannella, i chiodi di garofano, il pepe e la noce moscata all’origine delle scoperte d’oriente e ai possedimenti in Asia di Portogallo.

Il termine spezia deriva dal latino medioevale species, ovvero una merce “speciale”, di valore. Il termine ha poi assunto il significato di tutto ciò che avesse subito un’elaborazione: le spezie sono viste oggi come un’elaborazione di uno o più elementi di una materia base, in questo caso parti di specie vegetali.

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Autore: Dott.ssa Valentina Giacometti 

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Km zero e filiera corta

  • Economia Verde
  • - 28 Giugno 2019

Il km zero è una filosofia di consumo ecosostenibile, è una forma di commercio che vede la vendita dei beni, in particolare agricoli, nella stessa zona di produzione e trasformazione, posti a una distanza non superiore ai 70 km dal luogo di vendita (o di consumo nel caso della ristorazione).

Sono compresi anche i prodotti della pesca nelle acque interne e lagunari, provenienti da punti di sbarco posti a una distanza non superiore a 70 chilometri di raggio dal luogo di vendita, o dal luogo di consumo del servizio di ristorazione.

Sono definiti, invece, prodotti agricoli e alimentari provenienti da filiera corta i prodotti la cui commercializzazione è caratterizzata dall'assenza di intermediari commerciali o dalla presenza di un solo intermediario (le cooperative e i loro consorzi, le organizzazioni dei produttori e le organizzazioni interprofessionali non sono considerati intermediari).

Questo tipo di commercio, noto anche come “farmer’s market”, sta prendendo sempre più piede in Italia e nel mondo.

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Autore: Dott.ssa Valentina Giacometti

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Latte bovino: tendenze, consumi e aspetti nutrizionali

  • Economia Verde
  • - 06 Luglio 2019

Secondo la classificazione merceologica con la parola “latte” si intende il prodotto della mungitura di una o più vacche, mentre con “latte crudo” il latte prodotto mediante secrezione della ghiandola mammaria di animali di allevamento che non è stato riscaldato a più di 40°C e non è stato sottoposto ad alcun trattamento avente effetto equivalente.

Il latte crudo può essere destinato alla fabbricazione di prodotti a base di latte o di latte alimentare, soltanto a condizione che: provenga da animali sani appartenenti ad aziende “registrate” sotto controllo veterinario, possegga i requisiti minimi igienico-sanitari, non superi i limiti previsti di residui (farmacologici, fitofarmaci, contaminanti, ecc.), sia prodotto presso aziende agricole in conformità alle disposizioni di legge.

Sono considerati “latte alimentare” i seguenti tipi di latte:
- crudo, non sottoposto a temperatura superiore a 40°C;
- intero, sottoposto a trattamento termico oltre 40°C, con tenore di materia grassa almeno 3,50%;
- parzialmente scremato, trattamento termico oltre 40°C, con tenore di materia grassa tra 1,50% e 1,80%;
- scremato, trattamento termico oltre 40°C, con tenore di materia grassa inferiore o uguale allo 0,50%.

La legge autorizza, inoltre, modifiche quali: sottrazione o aggiunta di materia grassa sotto forma di crema, arricchimento con proteine del latte sali minerali, vitamine ed infine possibile riduzione del contenuto di lattosio per conversione in galattosio e glucosio.

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Autore: Dott.ssa Valentina Giacometti

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Il melone

  • Economia Verde
  • - 28 Giugno 2019

Antichissime e ignote sono le origini del melone. Alcuni studiosi dicono che provenga dall'Africa mentre altri dell'Asia Minore, di sicuro non si conosce la specie selvatica a cui far riferimento. Appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee, assieme a cetrioli, zucche e cocomeri, cresce bene in terreni soleggiati a temperature elevate: Spagna e Italia sono tra i principali produttori europei. Esistono molte varietà di melone, suddivise in estive e invernali.

Tra quelle estive le più diffuse sono il melone retato, dalla scorza suddivisa da coste, più o meno evidenti, ricoperta da una fitta reticolatura e dalla polpa arancio dolce e il melone di cantalupo, il cui nome proviene dalla località in Provincia di Rieti, con costolatura appena accennata e reticolatura più o meno evidente, con polpa arancio molto dolce e soda.

Tra le varietà invernali la più diffusa in Italia è il melone verde o honeydew, dalla scorza liscia che varia dal verde al giallo e dalla polpa verdastra molto zuccherina e di solito lo si può consumare da settembre fino a gennaio inoltrato.

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Autore: Dott.ssa Valentina Giacometti

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