Esempi di aziende convertite alla green economy

  • Economia Verde
  • - 29 Settembre 2019

La green economy è un modello economico alternativo a quello lineare (materie prime, prodotto, rifiuti, ecc.), che
coinvolge anche l’etica e l’ambiente di tutta la realtà aziendale, portando innovazione.

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Autore: Ing. Giovanna Gagliotti

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Avocado e quinoa: cibi miracolosi o marketing?

  • Economia Verde
  • - 20 Settembre 2019

Nel suo libro “The Tastemakers” il giornalista gastronomico David Sax ha indicato quattro modi con cui un alimento può diventare cibo di tendenza: cultura, agricoltura, promozione da parte di cuochi e marketing. Ad esempio, l’enorme tendenza del biologico, la dobbiamo agli agricoltori, che cercavano alternative all’agricoltura convenzionale/intensiva.

Per quanto riguarda i nuovi alimenti che oggi invadono il nostro mercato, come avocado, quinoa, ma anche zenzero, semi di chia, bacche di goji, estratti di aloe e altri, tutto sta alle pubbliche relazioni e al passaparola tra
le persone. Ogni anno un nuovo “supercibo” diventa di moda, mentre un altro viene a sua volta dimenticato solo per essere rimpiazzato da un’altra novità. I consumatori pensano che consumando nuovi alimenti relativamente
sconosciuti questi possano compensare/sopperire le cattive abitudini alimentari. Pensare che bere una tazza di tè verde ogni tanto, consumare un paio di bacche di goji su una supercoppa di gelato o che una grattata di curcuma in un bicchiere di latte di cocco condensato e zuccherato possano migliorare l’aspetto salutistico di questi alimenti è sbagliato.

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Autore: Dott.ssa Valentina Giacometti

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Fitodepurazione

  • Economia Verde
  • - 08 Settembre 2019

La fitodepurazione è una tecnica naturale di rimozione degli inquinanti che si basa sul principio di riprodurre gli stessi processi fisici, chimici e biologici di autodepurazione del sistema suolo-piante-microrganismi che caratterizzano gli habitat acquatici e le zone umide naturali.

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Autore: Dott. Marco Pavoni 

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Cereali e sviluppi

  • Economia Verde
  • - 12 Settembre 2019

I cereali sono la principale fonte alimentare per l’uomo e conquistano una posizione rilevante anche nell’alimentazione animale. La loro diffusione dipende dall’elevata capacità di adattamento alle diverse condizioni
ambientali e pedoclimatiche, dalla conservazione del prodotto secco, dalla loro elevata digeribilità (grazie alla presenza di amido), dall’alta capacità nutrizionale/organolettica e dalla possibilità di essere consumati tal quali (in
chicchi) o trasformati (in farine, semole, ecc.).

Il nome cereale deriva da Cerere (Ceres in latino), dea romana della terra e della fertilità. Nel mondo romano i cereali hanno rappresentato la principale fonte di cibo per uomini e animali domestici; i tipi più utilizzati erano il grano
e il farro, i più antichi, orzo e farro.

Attualmente i cereali più coltivati sono grano, mais, riso, orzo, segale, avena e farro (monococco, dicocco, spelta) ma anche miglio, sorgo e grano saraceno, in quanto sempre più utilizzati da persone intolleranti al glutine o celiache. Negli ultimi anni a questi cereali si sono aggiunti: kamut (marchio registrato, brevettato e di proprietà americana, semplicemente una variante del grano classico), triticale (ibrido artificiale da segale e grano duro) e pseudocereali quali quinoa, amaranto e teff, facenti parte della famiglia delle Chenopodiaceae e naturalmente privi di glutine, coltivati principalmente in Etiopia, Eritrea e America del Sud.

In molti Paesi in via di sviluppo i cereali rappresentano l’elemento principale nella dieta. Nei Paesi sviluppati la presenza dei cereali nella dieta, seppure inferiore, è comunque molto consistente.

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Autore: Dott.ssa Valentina Giacometti

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Illuminazione a LED nel settore industriale

  • Economia Verde
  • - 01 Settembre 2019

Oggi sempre più spesso si parla di risparmio energetico, del bisogno di ridurre gli sprechi e di abbassare, quindi, i consumi energetici; per questo l’illuminazione a LED sta riscuotendo un crescente interesse e i motivi di questo successo sono molti e vanno molto oltre al semplice risparmio energetico.

L’illuminazione, nelle sue diverse accezioni, è responsabile ogni anno di oltre 32 TWh di consumi elettrici: un argomento che mediaticamente ha ricevuto poca attenzione, rispetto ad altri aspetti relativi al dibattito sull’efficientamento energetico, per diverse ragioni.

Da un lato, la relativa semplicità degli interventi, dal momento che il 90% degli interventi sono realizzati da soggetti non professionisti; altro aspetto importante riguarda il livello di budget disponibile per effettuare l’investimento, sicuramente inferiore rispetto ad altre parti dell’impiantistica di un edificio (come il riscaldamento e il raffrescamento).

Non è da trascurare, anzi, la gestione e il controllo dell’impianto, in tema di conoscenza e fornitura di servizi più complessi. È da constatare come la tecnologia LED rappresenti la soluzione più versatile e più efficiente a disposizione oggi: garantisce oltre il 70% delle performance in più rispetto alla migliore delle tipologie di sorgenti luminose in ambito residenziale, oltre il 20% nel contesto industriale.

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Autore: A E R E 

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