Le imprese ripartono con gli investimenti innovativi e sostenibili

Apre il 18.05 lo sportello per partecipare al bando investimenti innovativi e sostenibili, di cui al D.M. 10.02.2022, che consente la trasformazione tecnologica e digitale delle PMI italiane (dal 4.05 la compilazione delle domande).

Nuovo regime di aiuti a favore delle micro piccole e medie imprese presenti su tutto il territorio nazionale, per la promozione di investimenti innovativi e sostenibili volti a favorire la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese e funzionali al superamento della contrazione indotta dalla crisi pandemica. A tal fine, il Mise ha stanziato circa 677 milioni di euro di cui 428 destinati al Sud Italia (Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia) e la restante parte alle altre Regioni d’Italia.

Due i programmi fondamentali di investimento: investimenti innovativi in grado di aumentare il livello di efficienza e di flessibilità nello svolgimento dell’attività economica mediante l’utilizzo di tecnologie abilitanti del Piano Transizione 4.0 (Advanced manufacturing solution, Additive manufacturing, Realtà aumentata, Simulation, Integrazione orizzontale e verticale); investimenti sostenibili finalizzati a favorire la transizione dell’impresa verso il paradigma dell’economia circolare (mediante l’utilizzo di tecnologie che consentono il trattamento dei rifiuti e il riuso dei materiali, il riciclo e riuso degli scarti alimentari, l’utilizzo razionale e la sanificazione dell’acqua, l’utilizzo di nuovi modelli di packaging con materiali recuperati, etc.. ) e a migliorare la sostenibilità energetica dell’impresa (mediante l’introduzione di sistemi di monitoraggio dei consumi energetici, l’installazione o la sostituzione di impianti ad alta efficienza, l’utilizzo di energia termica o elettrica recuperata dai cicli produttivi, installazione di impianti di produzione di energia termica o elettrica da fonte rinnovabile).

Gli investimenti, da realizzarsi dopo la presentazione della domanda, devono essere finalizzati allo svolgimento di determinate attività manifatturiere e di servizi alle imprese, e devono essere diretti all’ampliamento della capacità, alla diversificazione della produzione funzionale a ottenere prodotti mai fabbricati in precedenza o al cambiamento fondamentale del processo di produzione di un’unità produttiva esistente ovvero alla realizzazione di una nuova unità produttiva.

Per la realizzazione degli investimenti sono ammesse spese relative a immobilizzazioni materiali e immateriali (macchinari, impianti, attrezzature; opere murarie nel limite massimo del 40% delle spese totali; programmi informatici e licenze; acquisizione di certificazioni di sistemi di gestione ambientale o di efficienza energetica) di importo almeno pari a 500 euro. A copertura di una percentuale nominale massima delle spese ammissibili (che per le Regioni del sud vanno da € 500.000 a massimo di € 3 milioni e per le restanti regioni, da un € 1 milione a massimo 3 milioni) spetta un contributo in conto impianti, diversificato a seconda del territorio in cui sono realizzati gli investimenti: per gli investimenti realizzati in

Calabria, Campania, Puglia e Sicilia il contributo massimo è pari al 60% delle spese ammissibili per le micro e piccole imprese e 50% per le medie; per gli investimenti realizzati in Basilicata, Molise e Sardegna il contributo è pari al massimo al 50% delle spese ammissibili per le micro e piccole imprese e 40% per le medie.

Le percentuali di contributo scendono al 35% per gli investimenti realizzati nelle altre Regioni dalle micro e piccole imprese, e al 25% per le medie. Gli aiuti non sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche che si configurano come aiuti di Stato.

(Autore: Gruppo Del Barba Consulting – Sistema Ratio Centro Studi Castelli).
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