Figli e lavoro non sono conciliabili

In data 24.06.2020 l'Ispettorato Nazionale del Lavoro ha presentato la relazione 2019 sulle convalide delle dimissioni e risoluzioni consensuali delle lavoratrici madri e dei lavoratori padri.

L'art. 55 D.Lgs. 151/2001 prevede: “La risoluzione consensuale del rapporto o la richiesta di dimissioni presentate dalla lavoratrice, durante il periodo di gravidanza, e dalla lavoratrice o dal lavoratore durante i primi 3 anni di vita del bambino o nei primi 3 anni di accoglienza del minore adottato o in affidamento, o, in caso di adozione internazionale, nei primi 3 anni decorrenti dalle comunicazioni di cui all'art. 54, c. 9, devono essere convalidate dal servizio ispettivo del Ministero del Lavoro e delle politiche sociali competente per territorio”.

I provvedimenti di convalida, emessi nel 2019, sono stati 51.558 con un incremento del 4% rispetto al 2018. Il 93% (47.759) è stato adottato dagli Ispettorati territoriali del lavoro, il restante 7% (3.779) dai servizi ispettivi della Sicilia e dalle Province di Trento e Bolzano. Gli enti preposti hanno registrato che la stragrande maggioranza delle convalide sono dimissioni, 49.008 (95%) volontarie e 1.666 (3%) per giusta causa. Fanalino di coda si confermano le risoluzioni consensuali, pari a 884 (2%) e in netto calo rispetto alle 2.401 del 2018.

Il fenomeno riguarda prevalentemente lavoratrici e lavoratori di nazionalità italiana, esattamente 43.101 pari all'84% del totale; seguono le cittadine e i cittadini extracomunitari con un dato in valore assoluto pari a 5.428 (10%) e, infine, le lavoratrici e i lavoratori comunitari pari a 3.029 (6%). In linea con gli anni passati, la prevalenza appartiene alle lavoratrici madri con 37.611 provvedimenti emessi e una percentuale pari al 73% del totale. I lavoratori padri interessati che si sono dimessi sono stati 13.947 (27% del totale). Le percentuali si confermano quelle del 2018. Dalla relazione emerge la difficoltà, soprattutto per le donne, di conciliare la cura dei figli con l'attività lavorativa. Infatti, il 35% delle lavoratrici e dei lavoratori motivano le dimissioni/risoluzioni con la difficoltà di gestire contemporaneamente figli e lavoro.

Sono in crescita le dimissioni/risoluzioni consensuali per passaggio ad altra azienda, pari a 20.467 (a fronte delle 18.683 del 2018) equivalenti a circa il 35% del totale delle motivazioni (33% nel 2018). Il dato è forse il più interessante, risulta confermata la prevalenza di lavoratori padri, in numero pari a 11.488, rispetto alle 8.979 lavoratrici madri. Questa categoria è l'unica che vede prevalere i padri rispetto alle madri e ci restituisce un mercato del lavoro che ancora non ha saputo fare i conti con le disuguaglianze di genere.


Autore: Maurizio Fazio

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