Caerano, ancora chiuse le 14 aree verdi comunali. Precoma: "La sanificazione costerebbe 8mila euro al mese"

Negli ultimi giorni, l’amministrazione di Caerano è stata interrogata da alcuni cittadini in merito all’apertura dei parchi gioco per bambini. Genitori preoccupati per i loro figli, da tanto tempo confinati in casa e privi del contatto sociale con altri coetanei, seppur fondamentale per la crescita e lo sviluppo infantile.

“Ho visto che hanno di nuovo bloccato i giochi per bambini - ha commentato due giorni fa un utente in Facebook, nella pagina del comune - non erano stati aperti, o ho capito male? O è a discrezione dei vari comuni?”. Sulla stessa linea, altri commenti o post di genitori, in parte arrabbiati, in parte scoraggiati, di fronte ad una situazione che sembra “penalizzare ulteriormente” i più piccoli, usando le parole di una madre.

“Non è un piacere ovviamente tenerli chiusi - commenta il sindaco di Caerano, Gianni Precoma - le aree gioco non sono mai state aperte. Mi dispiace doverle tenerle ancora chiuse, ma la loro apertura è legata alle linee guida contenute nell’ordinanza regionale, una fra tutte: la sanificazione del parco almeno una volta al giorno. Molti altri comuni tengono chiusi i parchi, come Montebelluna…poi ci sarà qualcuno che ci va lo stesso, ma non potrebbe, le linee guida queste sono e la responsabilità è penale. Ovviamente se vengono cambiate le linee guida, sarà mia premura riaprire immediatamente i parchi”.

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A Caerano ci sono in tutto 14 aree verdi adibite al gioco o allo sport: 8 parchi gioco per bambini, cui si aggiungono altri campetti da calcio, da pallacanestro et similia. “Abbiamo fatto un preventivo - continua il sindaco Precoma - per vedere quanto ci verrebbero a costare le sanificazioni. Contando che sono più o meno 25/30 euro per area verde, risulterebbe una somma di circa 8mila euro in un mese”: un costo non indifferente, ragion per cui l’amministrazione ha deciso di lasciare i parchi ancora chiusi.

È stata vagliata anche l’ipotesi di aprirne solo uno, ma “o tutti o nessuno - ha dichiarato il sindaco - a chi sennò dare la precedenza? Non sarebbe giusto”.

Fortunatamente c’è chi, di fronte alle difficoltà, rilancia con ottimismo le attività ludiche che impegnavano i bambini degli anni ‘60: “Cari amici caeranesi, perché non ne approfittiamo per reinventarci i giochi di un tempo (non tanto lontano) da fare con i nostri figli? Ieri, ad esempio, in mancanza delle giostrine del parco, ho visto dei genitori che giocavano con i figli a ‘Ruba Fazzoletto’. Quanto tempo è passato dall'ultima volta che abbiamo giocato con i nostri figli?”, commenta Nedo Gallina, presidente di La Marca.

 

(Fonte: Sara Surian © Qdpnews.it).
(Foto: Qdpnews.it © riproduzione riservata).
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