Studia la cura contro la Sla, orgoglio a Cappella Maggiore per la ricercatrice Laura De Conti all'Icgeb di Trieste

Laura De Conti (nella foto), la scienziata che studia la cura contro la Sla. La quarantaduenne di Cappella Maggiore è considerata una delle ricercatrici di punta dell’Icgeb di Trieste, il centro internazionale di ingegneria genetica e biotecnologia.

Qui ha iniziato giovanissima a lavorare, subito dopo la laurea, occupandosi di mutazioni genetiche. Lavora nel gruppo di patologia molecolare. Oggi il suo campo d’indagine è concentrato su una proteina coinvolta nella Sclerosi laterale amiotrofica.

"Si chiama tdp43 - spiega De Conti - ed è una proteina diventata famosa nel 2006 perché è stata trovata normalmente aggregata nei malati di Sla. Siamo riusciti a generare un modello cellulare che mima la malattia. Lo stiamo sfruttando per individuare farmaci che siano in grado di sciogliere questi aggregati patologici".

Lo studio è realizzato in sinergia con una charity del Regno Unito. L’obiettivo è mettere a punto un farmaco che dia una svolta alla cura della terribile malattia neurodegenerativa progressiva dell’età adulta.

Laura De Conti ha studiato al liceo scientifico Flaminio di Vittorio Veneto, per poi laurearsi in Biotecnologie mediche a Trieste. Ha inoltre conseguito un importante dottorato finalizzato all’attività di ricerca di altissimo livello in un’università londinese.

De Conti ha sempre avuto il pallino per la ricerca. Fin da piccola, adorava le scienze e gli esperimenti. «Mi hanno aiutato anche i bravi insegnanti che ho incontrato lungo il mio percorso scolastico», dichiara la scienziata, «ciò ha contribuito a sviluppare la mia passione».

Laura si è stabilita da tempo a Trieste, città che ritiene interessante, sia dal punto di vista scientifico e culturale che sportivo. Pur viaggiando molto per lavoro, quando può torna a casa, nella sua Cappella Maggiore.

"È un onore che una giovane donna originaria di Cappella Maggiore - commenta il vicesindaco Mariarosa Barazza - abbia potuto dimostrare le sue capacità e possa dare un contributo così importante nell’ambito della ricerca. Tutto ciò ci rende orgogliosi ». Intanto tutti tifano per lei, per il grande contribuito che sta dando alla scienza e alla lotta di una delle malattie più terribili del nostro secolo.

(Fonte: Redazione Qdpnews.it).
(Foto: Facebook).
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