Cison di Valmarino: addio a Nino Baccini, fu titolare del Duca di Dolle. Zaia: "Modello a cui ispirarsi"

Il Veneto perde una delle menti più brillanti. È scomparso all’età di 76 Nino Baccini, imprenditore e mecenate trevigiano, originario di Breda di Piave.

Prototipo dell’uomo che si è fatto da solo, da semplice operaio a pioniere delle nanotecnologie, fino all’approdo alla produzione di pannelli fotovoltaici, attività che lo fece conoscere al mondo.

Nino Baccini fu anche uno dei primi a capire le potenzialità del comparto vitivinicolo e delle Colline del Prosecco recentemente divenute patrimonio dell’umanità, ricordiamo l’investimento nella splendida tenuta del Duca di Dolle a Rolle (nella foto), proprietà del gruppo Baccini.

Il governatore del Veneto Luca Zaia lo ricorda così “La sua è la storia di un successo eccezionale ma che ritrae il cammino di lavoro e genialità di tanti nostri veneti, quelli che ci hanno consegnato una regione che oggi è una delle più potenti locomotive del paese. Nato e cresciuto in un ambiente rurale, ne ha sempre mantenuto l’amore per il lavoro, lo spirito di iniziativa e il desiderio di progresso. Ha legato il suo nome e quello della sua azienda a grandi visioni, poi realizzate con successo, nel campo della microelettronica e delle energie rinnovabili. Non solo la Marca Trevigiana ma tutto il Veneto è più povero con la scomparsa di Nino Baccini. Un protagonista dello sviluppo economico e culturale della nostra regione nell’ultimo mezzo secolo".

"Un grande lavoratore - prosegue Zaia - che ha iniziato lavorando come operaio e studiando la sera per ottenere un diploma, che ha creato un’attività ben calata nel contemporaneo occupandosi di microelettronica e ha intuito il futuro fino a divenire un pioniere europeo del fotovoltaico. Con lui, alla nostra terra viene a mancare un eccellente imprenditore ma rimane un modello a cui sempre ispirarsi”.

Il governatore poi chiude con un ultimo pensiero che esce dall'ambito industriale: “Con una sua attività vitivinicola parallela, ha letto con ampio anticipo anche la potenzialità culturale e produttiva del territorio in cui si produce il Prosecco, quelle coline che oggi sono Patrimonio dell’Umanità Unesco. Così come, raggiunta l’affermazione, non si chiuse nell’agiatezza personale e contribuì largamente alla conservazione del patrimonio storico con il restauro di importanti edifici che grazie a lui sono tornati all’antico splendore e sostenendo importanti iniziative culturali. Anche per questo sento di dovergli dire grazie a nome di tutti e di esprimere tutta la vicinanza mia e del Veneto ai familiari e a coloro che ne hanno condiviso l’esperienza umana”.

(Fonte: Giancarlo De Luca © Qdpnews.it).
(Foto: Duca di Dolle).
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