Tovena, concluse le indagini per la morte di Alessandro Sartor: nessun nesso tra i fratelli Stella e la tragedia

Notificata ieri dalla Procura la conclusione delle indagini per la morte di Alessandro Sartor, avvenuta lo scorso 31 maggio in piazza a Tovena, un episodio doloroso per il quale hanno pagato in prima battuta con quattro giorni di carcere i fratelli Alberto e Francesco Stella, di 31 e 26 anni.

Loro, e il più giovane Francesco in particolare, all’inizio era stati indicati dai presenti come i responsabili in qualche modo della morte di Sartor.

La conclusione delle indagini li scagiona del tutto: la morte di Sartor è stata naturale. Nessun nesso tra loro e la tragedia. È rimasta in piedi, per una quindicina di persone coinvolte quella tragica sera (Francesco compreso), un'ipotesi di accusa di rissa semplice per la quale il massimo della pena potrebbe essere un’ammenda da 309 euro.

Ma la conclusione delle indagini ha marginalizzato il ruolo di Francesco Stella, mentre per Alberto quasi a sorpresa è stato notificato un reato di lesioni e aggressione ai danni di chi, tentando di colpire la sua auto quella sera mentre si allontanava, si è fatto male ad una mano.

“La mia auto è stata presa a pugni, e danneggiata - spiega Alberto Stella - ho già denunciato io quelle persone e ci sono molte testimonianze”.

“In questa fase i sentimenti sono contraddittori - afferma Alberto Stella - da un lato siamo contenti perché è stata categoricamente esclusa la nostra responsabilità con la morte di Sartor, anche se per noi è sempre stata una certezza. Almeno ora si potrà parlare di qualcosa di vero".

"Dall’altro lato non riesco ad essere sereno - prosegue il 31enne - perché non si fa alcun riferimento alle persone che ci hanno accusato, alle false testimonianze e alla gogna mediatica subita per mesi. E poi quella sera tra centinaia di persone in un paese così piccolo perché nessuno ha postato immagini o filmati, nei giorni e nelle settimane successive? Mi sembra molto strano. Evidentemente, se c’è, raffigura qualcosa di diverso da quanto è stato detto".

"Mi chiedo anche - aggiunge Alberto Stella - alla luce di queste novità: per quale motivo abbiamo fatto quattro giorni di carcere? Secondo noi è gravissimo quanto ci è capitato, siamo stati sbattuti in galera e massacrati mediaticamente per una rissa semplice? Mi aspetto ora grande chiarezza”.

Una situazione per la quale la difesa curata dall’avvocato Danilo Riponti farà le opportune verifiche e gli approfondimenti del caso, riservandosi di valutare con accuratezza gli atti prima di esprimersi in maniera definitiva.

“Ci sono state ricostruzioni false - riprende Alberto Stella - che hanno leso la nostra dignità: un calvario personale, famigliare e aziendale. Se l’epilogo è una multa, perché siamo stati incarcerati e pubblicamente martoriati e rovinati?".

Ora toccherà al giudice valutare le conclusioni del Pubblico ministero, nelle quali l'ipotesi di rissa semplice accuserebbe una quindicina di persone.

“Non si è parlato abbastanza - chiosa il fratello maggiore - delle cause scatenanti e delle responsabilità di altre persone che ci hanno accusato ingiustamente. Francesco ha lasciato la piazza quanto Sartor era ancora vivo, prova ne sia che si è accasciato nel punto dove era parcheggiata la sua auto".

"Ricordo che in seguito, per almeno mezz’ora, la gente parlava delle problematiche di cuore di Sartor, che sentendosi male era caduto. Nessuno parlava di mio fratello. Poi qualcuno ha urlato e incitato la piazza dicendo che era stato il piccolo Stella. Ma lui era già via".

"Poi la folla si è aizzata anche contro di me e legittimamente me ne sono andato per evitare un linciaggio. Uno si è fatto male battendo i pugni contro la mia auto nel tentativo di fermarmi. Le ammaccature sul montante dell’auto erano evidenti e sono state rilevate anche dai carabinieri. E di questo dovrei pure rispondere? Sono davvero sorpreso”.

Insomma, una serie di circostanze inedite che gettano nuova luce sul dramma del 31 maggio scorso, e delineano un nuovo quadro: morte naturale, nemmeno per spavento. Si attende ora di leggere le carte e la difesa dopo tutte le verifiche e approfondimenti prenderà di conseguenza le adeguate contromisure, e farà i passi necessari.

 

(Fonte: redazione Qdpnews.it).
(Foto: Archivio Qdpnews.it).
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