Codognè, Piave Servizi chiude il 2019 con bilancio positivo e due traguardi in produzione e investimenti

È un bilancio positivo quello riguardante la gestione 2019 di Piave Servizi, che chiude il conto economico annuale con un utile di 1milione 555mila euro, in crescita di 300 mila euro rispetto allo scorso anno; cifra che, nel rispetto della politica societaria, il Cda ha iscritto nelle riserve per essere reinvestita.

Un 2019 durante il quale l’azienda ha tagliato inoltre due importanti traguardi: il primo, il superamento dei 100 milioni di valore complessivo delle immobilizzazioni materiali, ovvero di tubi, impianti, immobili, di tutte le strutture necessarie alla gestione del Servizio Idrico Integrato.

Un indicatore fondamentale in quanto l’investimento in infrastrutture corrisponde ad una miglior qualità del servizio per i cittadini. Per quanto concerne il 2019, ammontano a 12 milioni di euro gli investimenti effettuati in immobilizzazioni, inclusi gli acconti su investimenti in corso di realizzazione.

Dato che certifica la solidità dell'azienda e la sua visione dedicata a migliorare le infrastrutture, l'aumento della patrimonializzazione: nel 2016 gli investimenti medi ammontavano a circa 4 milioni e mezzo, nel 2019 lo stato patrimoniale si è attestato sui 12 milioni e le previsioni per il quadriennio 2020 - 2023 prevedono una crescita ulteriore, toccando i 16-18 milioni di euro di investimenti capitalizzati all’anno, in un piano che toccherà tutti i Comuni associati.

Assemblea 2

Il secondo traguardo, il superamento dei 40 milioni di euro di valore della produzione, una soglia che segna di fatto la differenza tra il fatturato di un’utility locale ed un’azienda con dimensioni e prospettive industriali come oggi è Piave Servizi, riuscendo sempre e comunque a mantenere la propria mission di dialogo consolidato con il territorio e in particolare con i rappresentanti dei 39 Comuni soci.

“Piave Servizi - afferma il presidente Alessandro Bonet - rimane un’azienda totalmente pubblica che genera utile ma che lo reinveste, senza distribuire dividendi: caratteristiche principali del modello idrico veneto, e di una realtà in cui l’efficienza di una gestione industriale viene coniugata con una relazione costante e solida con il territorio. Ciascun investimento, infatti, viene definito in primis dai Sindaci, con lo scopo di massimizzare la qualità del servizio per i cittadini”.

Utili… utili agli investimenti, ma non solo: la costanza della loro generazione fa sì che gli investitori possano anche prestare risorse ad un tasso vantaggioso, e che sia quindi possibile per l’azienda recuperare capitali ad un costo contenuto.

Valore aggiunto anche nell’ottica della partecipazione al progetto Hydrobond 3 di Viveracqua, la società consortile tra gestori del Servizio Idrico Integrato del Veneto: gli investitori coinvolti guardano l’utile, e l’ascesa costante dell’utile generato da Piave Servizi rappresenta un parametro positivo per proseguire nell’iniziativa, avviata a dicembre 2019.

“È con orgoglio - continua Bonet - che desidero ringraziare il consiglio di amministrazione, tutti i dipendenti della struttura, ma soprattutto i 39 Sindaci in qualità di rappresentanti dei Comuni soci, poichè la società si muove, ma lo fa sempre con la consapevolezza di aver alle proprie spalle una solidità data dall’appoggio dei cittadini”.

 

(Fonte e foto: Piave Servizi).
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