Codognè, da Cimavilla all'Orient Express il catering su rotaie è Multitrail: "Esperienza e ricerca i segreti"

I nostri piccoli paesi, spesso, nascondono delle perle imprenditoriali. È una sorpresa positiva scoprire che, anche in una piccola frazione come Cimavilla di Codognè, possano esserci delle aziende leader a livello italiano, europeo e internazionale.

Una su tutte la Multirail, che si occupa di progettazione e realizzazione di impianti per il catering ferroviario di alta fascia e qualità, quello dei treni ad alta velocità di tutto il mondo: centinaia di convogli ferroviari in Spagna, Francia, Svezia, Gran Bretagna, Svizzera e Germania e addirittura lo stesso prestigioso Orient Express ospitano nei loro vagoni ristorante i prodotti "Made in Veneto" della Multirail.

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"L'idea che ci siamo proposti nel 2000, quando abbiamo fondato la Multirail, era quella di creare qualcosa di nuovo, partire dalla progettazione e giungere alla realizzazione di un prodotto che andasse ad inserirsi in un settore non ancora sfruttato dal mercato. Volevamo seguire passo dopo passo l'evolversi del progetto, senza doverci affidare a terzi, mettendo in moto l'esperienza da noi maturata nel settore navale e applicandola a questa nuova nicchia di mercato." Elio Doro racconta così, con parole schiette e semplici, il suo percorso. Perito meccanico, classe 1951, è originario di San Pietro di Feletto.

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"Guardando indietro mi sembra quasi impossibile che oggi importanti aziende del settore ci riconoscano come leader e si rivolgano alla nostra azienda quando cercano qualità, efficienza e innovazione. È una soddisfazione che ci ripaga del duro lavoro di ricerca e di applicazione nell'esperienza maturata in questi anni".

La Multirail oggi è in grado di fatturare dagli otto ai tredici milioni di euro l'anno, con 28 operai, 12 impiegati e 2 manager, Elio e sua figlia Alice.

Alcuni mesi fa l'azienda ha festeggiato i vent'anni dalla nascita, alla presenza del governatore Luca Zaia e dell'allora sindaco di Codognè, Roberto Bet. Nel discorso dopo il taglio del nastro il fondatore, commosso, ha ringraziato di cuore i suoi operai, manifestando loro l'affetto di un padre verso i propri figli, e ha ricordato lo spirito di squadra e il clima sereno presente in quel grande capannone, in cui le idee nascono e si concretizzano poi in frigoriferi, forni, motori, impianti elettrici e idraulici da posizionare sullo scheletro del treno. "Ognuno sa quello che deve fare, e lo fa con orgoglio - ha spiegato Elio, così come lo chiamano in modo semplice e amichevole i suoi operai -". "Tutto deve essere realizzato con la massima cura, a volte millimetrica, richiesta dagli spazi angusti e ristretti di un vagone di prima classe di un treno ad alta velocità. - sottolinea - Tutto, compresi i quadri elettrici e la meccanica necessaria".

"Pensiamo continuamente all'innovazione e il mio sogno sarebbe quello di poter realizzare delle piccole oasi all'interno dei vagoni, due metri per due di spazio - confessa infine il signor Doro, sorridendo - con un cuoco specializzato nella cucina del Paese Europeo di cui fa parte il treno. In pochi minuti si riuscirebbe a spiattellare un piatto di spaghetti o di tortelloni, veloci e di qualità".

(Fonte e foto: Pio Dal Cin).
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