Colle Umberto e Fregona, primi contagiati, i sindaci: "Se restare in casa è un sacrificio essere intubati è peggio"

Ogni comune deve fare i conti con i suoi casi di cittadini colpiti da Coronavirus. Ormai nessuno è immune.

In ospedale a Conegliano ci sono 23 ricoverati in area non critica, 10 in terapia intensiva. A Vittorio Veneto 12 in area non critica, nessuno in terapia intensiva, a Montebelluna 3 in terapia intensiva.

Di ieri il caso denunciato anche a Fregona e oggi a Colle Umberto, mentre il municipio di Cappella Maggiore è chiuso, e anche qui il sindaco Vincenzo Traetta ha informato del ricovero di un cittadino positivo. Solo per nascite e morti si può chiamare lo 0438 932211.

A Colle Umberto il sindaco Sebastiano Coletti è corso subito ai ripari: intanto una ordinanza restrittiva sulle passeggiate in aree verdi e cimiteri. E ovviamente ha attivato tutti i controlli del caso sui contatti del cittadino risultato positivo al tampone.

Ad essere stato contagiato un 80enne che però da tempo si era messo in quarantena, seguendo i dettami, ma senza sapere di esserlo. “Non ho ricevuto una comunicazione tempestiva, ma per fortuna il mio concittadino ha tenuto un comportamento esemplare - ha sottolineato Coletti - ,di persona prudente. Da subito, dai primi appelli, si era chiuso in casa, con prova di senso civico, ma poi è arrivata la febbre a dimostrazione che il virus è subdolo e ha dovuto ricorrere alle cure”.

Il sindaco Patrizio Chies venuto a conoscenza ieri di un caso nel suo comune ha subito avvisato i concittadini: “I casi di persone positive al coronavirus sono in continuo aumento. Ieri sera purtroppo mi è arrivata comunicazione che anche un nostro concittadino è risultato positivo e si trova attualmente ricoverato ma non in terapia intensiva".

"Preciso - continua - che questa persona risulta effettivamente residente nel nostro comune ma domiciliato ormai da tempo in comune limitrofo, anche se si spostava nel nostro comune”.

Chies ha rinnovato ulteriormente le ormai note raccomandazioni che possono preservare dal contagio.

“Se è un sacrifico rimanere in casa essere intubato è peggio - chiosa Coletti - e pensiamo che i contagiati in rianimazione non si possono nemmeno assistere”.

(Fonte: Fulvio Fioretti © Qdpnews.it).
(Foto: 
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