Quattro o cinque tavoli sotto i portici di Palazzo Beltramini aprono ai visitatori la possibilità di cenare sotto “la casa del sindaco”. L’iniziativa, ideata dal titolare del ristorante Cà Derton, Roberto Ceccato e subito accettata dal sindaco Mauro Migliorini permette al ristorante di ospitare un maggior numero di visitatori all’esterno, nell’atmosfera romantica del borgo.
In molti, compresi i cittadini, hanno apprezzato l’idea, in particolare al venerdì e al sabato sera, quando il centro storico viene sgomberato dal traffico e diventa quindi più godibile: uno spazio, quello di Piazza D’Annunzio, dove si trova il locale, e Piazza Duse, dove è stata creata un’area relax, e i giardini del castello, che permette ai turisti di apprezzare il borgo anche dopo il tramonto, con delle illuminazioni che valorizzano il patrimonio architettonico nascosto nei merletti delle facciate degli edifici.
“Se il Comune lanciasse questa possibilità anche il prossimo anno, la prenderei subito – afferma scherzosamente il titolare – I clienti mi chiamano chiedendomi proprio quei tavoli”.
Già durante i primi fine settimana di riapertura, il Comune di Asolo si era dimostrato disponibile a concordare con gli esercenti del centro l’accesso ai plateatici. Ora che il flusso turistico ha ripreso una discreta viabilità, la capienza di un locale può continuare a essere la chiave per trovare un equilibrio per una corretta gestione delle precauzioni sanitarie senza dover sacrificare il numero di clienti.
Anche perché, nel cenare, il visitatore potrebbe scoprire che la sede comunale non rappresenta semplicemente il municipio di Asolo, ma che alle spalle esiste un passato interessante che la rende monumentale: si tratta di un’opera di Giorgio Massari su commissione di una famiglia lombarda tra le più rinomate, i Beltramini, presente in città dalla seconda metà del ‘400.
Essendo la piazzetta piuttosto stretta per un progetto come quello che i committenti avevano richiesto, con una larga loggia circolare interna, Massari aveva ideato la facciata del palazzo concentrandosi sulle prospettive e il risultato è la facciata a tre ordini e il portico a colonne bugnate che vediamo oggi.
(Fonte: Luca Vecellio © Qdpnews.it).
(Foto: per gentile concessione di un lettore).
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