Bronsa: un prestito germanico al dialetto veneto. Il sesto appuntamento con “Parole al Maglio”

Il Veneto è entrato storicamente in contatto con diverse culture, in parte grazie ai rapporti commerciali della Serenissima, in parte a causa delle dominazioni di altri popoli.

La dominazione gotica e quella longobarda nell’Alto Medioevo, insieme a quella Austriaca ottocentesca, hanno lasciato traccia nel dialetto veneto attraverso alcune parole che derivano dal germanico.

“In particolare la parola “bronsa” ha un antecedente nel gotico “brunsts” che significa bruciare”, spiega il professor Paolo Malaguti. La bronsa è infatti il tizzone, la brace, ovvero legna o carbone che arde senza sprigionare una fiamma. Dalla stessa parola che ha dato origine a “bronsa” sono nate altre parole diffuse in tutta Europa: da “burnsts” derivano quelle che significano “ardere” in inglese (burn), in tedesco (brennen) e nello stesso italiano (bruciare), o quelle parole che vogliono dire “calore” come l’olandese “bronst”, il danese “brynde” o il tedesco “brunst”.

La parola “bronsa” è presente in diverse espressioni venete. Una di queste, “la bronsa de la lume” (cioè il moccolo), permette a Malaguti di riflettere sulle difficoltà incontrate dai veneti che hanno dovuto imparare bruscamente l’italiano: “Quella generazione non solo dovette fare la fatica di imparare i termini nuovi, ma a volte dovette anche disabituarsi ad usare alcuni termini al femminile, e imparare ad usarli al maschile, dato che in dialetto si diceva, per esempio, “la lume”, “la latte” , “la sale”, così come prima della guerra si diceva “la Piave” e “la Grappa” per indicare il fiume e il monte”. 

L’espressione più celebre è, però, “bronsa cuerta”, e può essere utilizzata con due diverse sfumature.

Dire a qualcuno che è una bronsa cuerta può significare che a prima vista quella persona sembra anonima o tranquilla, ma che in realtà nasconde un carattere vivace.

Proprio come una bronsa, se è “cuerta” non sprigiona una fiamma, ma non appena si spostano le ceneri sovrastanti il contatto con l’ossigeno permette alla bronsa di riaccendere il fuoco.

Secondo un’altra accezione, più usata, rivolgersi a qualcuno dicendo: “Te xè na bronsa cuerta!”, vuol dire che quella persona all’apparenza è innocua, come cenere spenta, ma che può essere pericolosa se non si presta la dovuta attenzione: sotto la cenere si nasconde una “bronsa” ancora ardente!

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