Per lui la città, in particolare il centro storico, non aveva segreti. Per questo la sua scomparsa lascia un grande vuoto in tutta la comunità di Asolo.
Se n’è andato ieri a causa di una malattia debilitante, all’età di 79 anni, Enrico Grando, detto “Chicco”, prezioso custode, volontario e tecnico del suono del paese. Custode perché, profondo conoscitore di ogni anfratto della città, con il suo proverbiale mazzo di chiavi, sapeva esattamente dove e come aprire palazzi e ville di pregio, tanto che gli stessi proprietari si affidavano a lui ad occhi chiusi. Così come il Comune, che ora “erediterà” quelle chiavi, di cui solo Chicco conosceva l’esatta corrispondenza con porte e cancelli spesso sconosciuti ai più.
Volontario perché, amando e vivendo il territorio in ogni sua sfaccettatura, Enrico era iscritto a quasi tutte le associazioni del paese: dagli Alpini alla Pro loco, passando per la Protezione civile e l’organizzazione del Palio. E tecnico infine perché, partito da un background culturale che gli derivava dalla mamma, che per anni aveva gestito il bar all’interno del Teatro Duse, da ragazzo aveva studiato come elettricista a Fonte, diventando appunto uno dei tecnici del suono più apprezzati della zona, al servizio di vari attori, registi e scenografi.
Un’esperienza, quest’ultima, che lo aveva portato anche lontano dalla sua Asolo, persino in tournée con nomi altisonanti come i Beatles e i Rolling Stone, sempre occupandosi della parte tecnica. Ma poi il richiamo della Città dei Cento Orizzonti era stato più forte, facendolo tornare a casa.
Grande il cordoglio in paese per la sua scomparsa. Chicco lascia la moglie Vittoria e le figlie Vanessa, Valentina e Veronica. La data del funerale verrà fissata nelle prossime ore.
A ricordarlo con affetto ci ha pensato il vicesindaco Mauro Migliorini: “Ti ricordo quando dicevi: ‘No sta aver pensieri, son là…rivo, do minuti. El temp che finisse sti mestier’. Che poi i ‘do minuti’ fossero trenta, poco importava, era la tua caratteristica. Erano già messi in conto! Ma in qualsiasi momento della giornata, della notte e in qualsiasi giorno dell’anno, sei stato una certezza. Ogni tanto qualcosa scappava, ma eri tu! Dagli allarmi del teatro e del museo, dalla sala consigliare agli impianti fonici, dalle tavole alle panche, dalla illuminazione pubblica al semaforo, dalla chiusura urgente di una strada al segnale stradale, dalla Rocca alla Torre, dalle aperture alle chiusure, dell’acquedotto. ‘Mauro, no sta aver pensieri. Son qua’, mi dicesti nel maggio 2014. ‘Se te ghe problemi no sta farte pensieri!’. Mitico Enrico Grando, ti ricordo così: solare, amichevole, con quell’allegria contagiosa, anche con qualche buon bicchiere di vino. Un abbraccio a tua moglie, alle tue figlie e ai tuoi familiari”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Comune di Asolo)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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