Era arrivato da poco e si era appena arrampicato fino al tetto della struttura, di cui – forte della sua abilità nei lavori manuali – doveva riparare una parte della copertura.
Ma ad un certo punto, probabilmente a causa di un malore, è scivolato finendo col cadere rovinosamente a terra dopo un volo di alcuni metri.
Questa in sintesi la dinamica della tragedia avvenuta nel pomeriggio di ieri lunedì a Villa d’Asolo, all’interno della bocciofila parrocchiale di via Calderon 1. Erano circa le 15.40 quando Giuseppe Zanon, 65 anni, residente nella frazione, dov’era molto conosciuto, e volontario nella parrocchia del Santissimo Nome di Maria, è precipitato nel vuoto per quello che, tecnicamente, si configura come un incidente sul lavoro.
Un lavoro che lui, esperto muratore e tuttofare, poteva fare ad occhi chiusi. Ma dopo essere salito sulla sommità della copertura, senza l’ausilio di scale (come si era inizialmente pensato), il 65enne avrebbe accusato un malore improvviso cadendo all’interno della struttura.


Stando ai primi accertamenti, senza ripararsi istintivamente la testa, come sarebbe normale in questi casi, una circostanza che sembra supportare l’ipotesi – la più accreditata al momento – di un malore che gli avrebbe fatto perdere conoscenza prima del volo fatale.
Nella caduta accidentale, pertanto, l’uomo ha battuto violentemente la testa e per lui non c’è stato nulla da fare. Sul posto si è portato il personale del Suem 118 con ambulanza, automedica e, inizialmente, anche l’elisoccorso da Treviso (poi rientrato vuoto). Presenti anche i Carabinieri per gli accertamenti del caso e, in un secondo momento lo Spisal.
Comprensibilmente disperati i familiari della vittima, tra cui il fratello maggiore Antonio, detto “Toni”, presente sul posto con moglie e figli del 65enne, che era anche iscritto al locale Gruppo Alpini. “Insieme alla moglie Giuseppina non mancava mai agli eventi organizzati a livello locale e alle Adunate – racconta uno degli amici di Zanon -. Lui era una persona di grande compagnia, specialmente nelle sagre paesane, sempre disponibile e molto generoso. Era stato sempre lui, con un altro Giuseppe, a metterci la sua abilità manuale per restaurare il monumento davanti alla chiesa, dedicato proprio a San Giuseppe. Un amico che mancherà molto”.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Alessandro Lanza e Qdpnews.it)
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