“Fino allora egli era avanzato per la spensierata età della prima giovinezza, una strada che da bambini sembra infinita, dove gli anni scorrono lenti e con passo lieve”.
È con queste parole, tratte da Il deserto dei Tartari, che Dino Buzzati raccontava il tempo della giovinezza. Un autore capace di trasformare ogni riflessione in letteratura e che, a 120 anni dalla sua nascita, continua a essere celebrato proprio nel luogo dove tutto ebbe inizio.
La casa che nel 1906 vide nascere Dino Buzzati, immersa nel verde delle colline bellunesi, continua ancora oggi a custodire e raccontare l’eredità di uno dei più grandi intellettuali italiani del Novecento. Villa Buzzati ospita infatti un’edizione speciale della rassegna promossa dall’Associazione Culturale Villa Buzzati San Pellegrino – Il Granaio, che quest’anno celebra un doppio importante anniversario: i 120 anni dalla nascita dello scrittore e i 20 anni di attività dell’associazione, nata proprio per valorizzare il luogo che gli diede i natali.
Molti ricordano Buzzati soprattutto per romanzi come Il deserto dei Tartari e Un amore, ma la sua figura è stata molto più ampia. Antonella Morassutti, attrice, danzatrice, direttrice artistica e pronipote dello scrittore, racconta: “Qui nacque il grandissimo autore Dino Buzzati, che molti conoscono soprattutto per i suoi romanzi più celebri. In realtà è stato anche un grandissimo giornalista: entrò giovanissimo al Corriere della Sera, dove trascorse tutta la sua carriera. Fu pittore, drammaturgo, librettista d’opera, critico d’arte, cronista del Giro d’Italia e poeta. Ha attraversato tutti gli ambiti della scrittura e dell’arte visiva, tanto che amava definirsi un pittore con l’hobby della scrittura. Ed è proprio qui, nella casa dove nacque nel 1906, che dal 2006 io e mia sorella Valentina portiamo avanti l’attività dell’associazione, proponendo al territorio bellunese numerosi eventi artistici.”


Da vent’anni Villa Buzzati è infatti un luogo aperto alla comunità, dove cultura, teatro, musica e letteratura si intrecciano per mantenere vivo il pensiero dello scrittore. Valentina Morassutti, presidente dell’Associazione Culturale Villa Buzzati San Pellegrino – Il Granaio, spiega: “Per questa ragione nel 2006 abbiamo fondato l’associazione con l’intento di valorizzare il luogo natale di Dino Buzzati, aprendolo al pubblico e regalando alla comunità, e a tutti coloro che in questi anni hanno partecipato, tante attività e tanta cultura.”
Il 2026 rappresenta quindi un anno dal valore simbolico. “Quest’anno ricorrono i 120 anni dalla nascita di Buzzati e i 20 anni della nostra associazione. Per noi è un traguardo importante che forse, quando abbiamo iniziato, non pensavamo di poter raggiungere. Con tanto impegno siamo riusciti a offrire alla comunità vent’anni di cultura e di attività davvero variegate sul territorio”, prosegue Morassutti.
L’intera rassegna è stata costruita seguendo i grandi temi che hanno accompagnato tutta la produzione buzzatiana. “La manifestazione ha voluto raccogliere tutti quei temi così cari a Buzzati, quelli attraverso i quali ha saputo esprimersi nel migliore dei modi: l’arte, la pittura, la scrittura, il teatro, la poesia e anche la musica”, sottolinea ancora Morassutti.


Il programma si concluderà domani e domenica con due appuntamenti che rendono omaggio alle diverse anime dell’autore. “Sabato 18 luglio porteremo in scena Il reggimento parte all’alba, con Giuseppe Nitti, un importante monologo tratto dall’ultimo racconto di Buzzati, quasi un commiato alla vita raccontato con la sua straordinaria forza poetica. Domenica 19 luglio, invece, chiuderemo la manifestazione con il concerto-talk Cantastorie di Max Solinas, dedicato a temi come la libertà, la guerra e la pace. Vi aspettiamo numerosi anche a questi ultimi due appuntamenti, con la speranza di continuare a regalare le emozioni che da vent’anni condividiamo con il nostro pubblico”, conclude Morassutti.
A oltre un secolo dalla sua nascita, Villa Buzzati continua così a essere molto più della casa dove nacque uno scrittore: è un luogo in cui il suo pensiero continua a dialogare con il presente, attraverso l’arte, la letteratura, il teatro e la musica, mantenendo vivo il lascito di un autore che ha saputo raccontare come pochi il mistero dell’uomo e del tempo.
(Autrice: Mihaela Condurache)
(Foto e video: Mihaela Condurache)
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