Massima attenzione alla prevenzione degli infortuni e al contrasto del lavoro sommerso nella provincia di Belluno.
I Carabinieri del NIL (Nucleo Ispettorato del Lavoro) di Belluno, supportati dal Comando Provinciale Carabinieri e dalle locali Stazioni dell’Arma, hanno completato una capillare azione di vigilanza sul territorio, esaminando a fondo la regolarità di numerose aziende operative in diversi settori produttivi.
Le ispezioni hanno riguardato i comuni di Belluno, Feltre, Sedico, Livinallongo del Col di Lana, Sospirolo, Domegge di Cadore, Calalzo di Cadore, Lozzo di Cadore, Roccapietore e Santa Giustina.
I Carabinieri del NIL hanno effettuato controlli su cantieri edili, centri estetici, pasticcerie, rifugi alpini, strutture ricettive e di ristorazione. Le verifiche si sono concluse con il deferimento in stato di libertà di 16 soggetti, tra datori di lavoro, titolari e amministratori d’azienda, ritenuti responsabili di gravi violazioni penali. Tra le posizioni al vaglio anche un lavoratore straniero sprovvisto di documenti regolari.
La mappatura delle irregolarità ha evidenziato scenari di diffusa violazione delle normative di settore. Tra le contestazioni più gravi figurano la mancata sorveglianza sanitaria del personale (anche in forme aggravate per l’elevato numero di dipendenti esposti), l’assenza totale di formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sui rischi professionali e l’omessa valutazione dei rischi aziendali.
Nei cantieri edili è stata riscontrata l’assenza di adeguate barriere e parapetti contro le cadute dall’alto, mentre in altre attività sono emerse carenze strutturali su misure antincendio, vie di evacuazione e gestione dei dispositivi di protezione individuale.
L’intervento più incisivo ha interessato un cantiere edile di Feltre, dove i Carabinieri hanno imposto l’immediata sospensione dell’attività: su 3 operai presenti, 2 risultavano occupati “in nero” (di cui uno privo di permesso di soggiorno).
In un caso analogo, a Santa Giustina, è scattata la “maxi sanzione” amministrativa per lavoro nero, poiché l’unico operaio presente era impiegato in modo irregolare. L’esito complessivo dell’operazione ha portato a comminare ammende e sanzioni amministrative per oltre 230.000 euro.
(Autore: Alessandro Lanza)
(Foto: Carabinieri Belluno)
(Articolo di proprietà di Dplay Srl)
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