Bevono l’acqua del ruscello: escursionisti in ospedale con la gastroenterite

In questi giorni si sono rivolti al SUEM e ai Pronto Soccorso dell’Ulss 1 Dolomiti alcuni escursionisti che hanno avuto delle gastroenteriti, anche in quota, dopo aver bevuto acqua da ruscelli.

Per evitare il ripetersi di tali fastidiosi e pericolosi inconvenienti, l’azienda sanitaria bellunese ha diffuso alcune indicazioni del Servizio di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (SIAN).

“Non bere mai acqua di torrente senza prima purificarla – spiega il direttore del SIAN Mario Mastromarino -: l’acqua di sorgente può sembrare pura e di buona qualità e adatta all’uso come acqua potabile. Tuttavia, in alcuni casi, l’acqua di sorgente potrebbe non essere così pura come ci si aspetterebbe e potrebbe nascondere insidie per la salute: infatti può contenere batteri, virus o parassiti pericolosi a causa di animali al pascolo o fauna selvatica a monte. Per non correre rischi è sempre consigliabile non berla.

Se è strettamente necessario berla, è fondamentale sottoporla preventivamente a un adeguato trattamento di purificazione e scegliere con attenzione il punto di raccolta”.

Metodi di purificazione

Bollitura: far bollire l’acqua per almeno un minuto (o tre minuti in alta quota) per uccidere tutti i germi. Filtri a microfiltrazione: usare filtri specifici per l’outdoor (come quelli a membrana o a carboni attivi) capaci di bloccare batteri e parassiti. Trattamenti chimici: usare pastiglie di cloro o di biossido di cloro, oppure gocce di amuchina seguendo i giusti tempi di attesa indicati sulla confezione.

Regole di scelta del punto di raccolta

Evita ristagni: prendere l’acqua solo se è in movimento, preferibilmente viva e corrente. Controlla il monte: accertarsi che non ci siano pascoli, stalle, rifugi o animali morti nella zona superiore del corso d’acqua. Lontano da campi coltivati: evitare ruscelli vicini a zone agricole per ridurre il rischio di residui di fertilizzanti o pesticidi chimici.

Inoltre, in questi giorni, in diverse aree del Bellunese sono in vigore ordinanze di non potabilità dell’acqua. Ecco alcune informazioni utili per i cittadini per facilitare la gestione domestica.

Cosa NON fare

Non bere l’acqua del rubinetto. Non usarla per preparare tè, caffè o altre bevande. Non impiegarla per lavare frutta, verdura o altri alimenti. Non usarla per cuocere cibi come pasta o riso. Non usarla per lavarsi i denti (utilizzare acqua minerale).

Cosa è CONSENTITO fare

Fare la doccia e curare l’igiene del corpo (facendo attenzione a non ingerirla); lavare i vestiti in lavatrice; lavare i piatti (preferibilmente con la lavastoviglie o usando acqua calda e detersivo con cura).

Indicazioni utili per i cittadini

Seguire le ordinanze: il sindaco emette un’ordinanza ufficiale. Soluzioni d’emergenza: Se necessario renderla potabile per scopi vitali, far bollire l’acqua per almeno un minuto (ottimale tra 3 e 5 minuti).

Controlli in corso: L’ULSS e il gestore della rete idrica eseguono analisi e interventi mirati fino al ripristino della sicurezza ed eventuale revoca del divieto. Prima di tornare all’uso alimentare, attendere la comunicazione ufficiale del Comune di ripristino della potabilità e lasciar scorrere l’acqua per circa un minuto prima del suo utilizzo.

Per ogni necessità di chiarimento è possibile rivolgersi al Servizio di Igiene degli Alimenti e Nutrizione al numero 0437 516910.

(Autore: Redazione di Qdpnews.it)
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